Prosegue la guerra dei droni tra Russia e Ucraina con attacchi incrociati su i due fronti, mentre sul versante diplomatico Mosca da un lato annuncia che non sarà responsabile del declassamento delle relazioni con la Germania, dall’altro ordina la chiusura dei Goethe Institut sul proprio territorio.
Kiev è stata colpita da un attacco di droni russi per la settima notte consecutiva, riportano i media ucraini dando notizia anche di un raid delle forze di Mosca su Odessa che ha causato almeno 17 feriti. Nella città portuale è stato infatti danneggiato, nelle prime ore di questa mattina, un edificio residenziale.
In totale, nella notte la Russia ha attaccato l’Ucraina con 163 droni di vario tipo, inclusi droni lanciatori di missili da crociera S8000 Banderol. La difesa aerea ucraina ha distrutto o neutralizzato 135 droni nemici. Sul versante opposto, le forze di difesa aerea russe dichiarano di aver «intercettato e distrutto 416 droni» ucraini tra Crimea annessa e acque del Mar Nero.
Sul versante diplomatico, continuano le schermaglie tra Mosca e Berlino, dopo che la Germania ha indicato i russi come artefici degli attacchi ibridi contro l’aeroporto di Lipsia della scorsa estate. Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha affermato che la Russia non avvierà un declassamento delle relazioni diplomatiche con la Germania: «Non credo che saremo noi a farlo», ha dichiarato all’emittente televisiva Vesti.
Il portavoce del Cremlino ha commentato la decisione del governo tedesco di chiudere il Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre. «Sembra tutto incoerente e assurdo. Soprattutto considerando che non sono stati presentati argomenti o prove convincenti a sostegno delle accuse mosse dal ministro degli Interni tedesco», ha dichiarato Peskov. «È improbabile che la decisione rafforzi la posizione di Merz o salvi la sua carriera politica», ha concluso il portavoce presidenziale.








