Storie Web mercoledì, Settembre 2

L’ultima vittima è stata un bambino morto lunedì a causa dell’esplosione di una bomba a grappolo rimasta sul terreno dopo gli attacchi israeliani nel sud del Libano.

Nel Libano meridionale, epicentro della crisi degli sfollamenti, gli abitanti di circa 55 villaggi situati lungo il confine continuano a subire limitazioni nell’accesso alle proprie comunità a causa delle operazioni militari israeliane ancora in corso, prosegue il comunicato. Molte di queste persone hanno assistito alla distruzione dei loro villaggi e delle loro case. Per le famiglie rientrate nei propri villaggi, la normalità resta ancora lontana. Molte si sono ritrovate davanti a case e infrastrutture distrutte o danneggiate, mentre i bambini continuano ad avere un accesso limitato a servizi fondamentali, tra cui scuole e ospedali.

Centomila bambini senza scuola

Almeno 100.000 bambini rischiano di perdere il prossimo anno scolastico se non verranno intraprese con urgenza azioni per ripristinare il sistema scolastico libanese. Negli ultimi sei mesi, secondo un’indagine nazionale condotta dal ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore, 340 scuole sono state danneggiate o distrutte.

I danni alle infrastrutture idriche hanno colpito più di 700.000 persone nel Libano meridionale, mentre oltre 41.000 unità abitative nella stessa regione sono state danneggiate o distrutte. «È straziante vedere bambini e ragazzi che continuano a soffrire mentre vivono ancora in una situazione di incertezza, abbandonati al proprio destino dalla comunità internazionale», ha dichiarato Nora Ingdal, direttrice di Save the Children in Libano.

«Nei miei incontri con i bambini, la tristezza e il dolore emergono con forza dai racconti delle loro esperienze. Sentono profondamente la mancanza delle loro case, dei loro amici e della quotidianità che hanno perso; lo sfollamento li priva della possibilità di ritrovare stabilità e ricostruire la propria vita», ha proseguito la direttrice libanese.

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