Storie Web mercoledì, Agosto 19

Dopo due anni di confronto con Bruxelles, Apple prova a chiudere uno dei dossier più complicati. In una nota ufficiale il gigante di Cupertino ha deciso di venire incontro alle richieste dell’Antitrust Ue modificando alcune condizioni commerciali per le app utilizzate in Europa. Dal primo ottobre, in pratica, cambieranno le condizioni economiche per gli sviluppatori che distribuiscono applicazioni nell’Unione europea

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Cosa cambia?

La modifica più rilevante riguarda la Core Technology Fee, una delle componenti più contestate del sistema introdotto due anni nell’App Store. Veniva calcolata sulle installazioni oltre una certa soglia, viene sostituita da una Core Technology Commission sulle transazioni digitali effettuate nelle app distribuite tramite marketplace alternativi o direttamente dal web.

Ora Apple e non farà più pagare in base al numero di installazioni, ma applicherà una commissione del 5% sulle transazioni di beni e servizi digitali effettuate nelle app distribuite fuori dall’App Store, quindi attraverso marketplace alternativi o direttamente dal web. Prima Cupertino chiedeva un pagamento di 0,50 euro per ogni “prima installazione annuale” oltre il primo milione nell’Ue. Sparisce così la tariffa di acquisizione iniziale, quella per i servizi dello Store.

Come cambia quindi l’Apple Store?

Dentro l’App Store, invece, la geografia delle commissioni resta articolata: 26% per chi usa gli acquisti in-app di Apple, che scende al 15% per gran parte degli sviluppatori e per alcuni programmi; 20% se si usa un sistema di pagamento alternativo, ridotto al 10% in alcuni casi; 15% se l’app rimanda al web per concludere l’acquisto. Apple consentirà inoltre di affiancare i propri acquisti in-app a sistemi di pagamento alternativi, una possibilità finora non prevista nell’Ue. La scelta delle modalità di pagamento dovrà però restare invariata per 12 mesi. Si allarga infine la platea di aziende che possono gestire marketplace alternativi o distribuire app dal web, mentre resta obbligatoria la notarizzazione delle app da parte di Apple. In pratica Cupertino apre qualche altra porta nel suo ecosistema europeo, ma continua a tenere in mano le chiavi della sicurezza e una parte del pedaggio.

Perché questa mossa?

Per capire il perché di questa decisione, bisogna tornare al Digital Markets Act, il regolamento con cui l’Europa ha deciso di mettere qualche porta in più nei grandi giardini recintati delle Big Tech. Apple è stata designata “gatekeeper” e dal marzo 2024 ha dovuto consentire su iPhone store alternativi, sistemi di pagamento esterni e maggiore libertà per gli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso offerte fuori dall’App Store.

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