Storie Web mercoledì, Giugno 17

Se l’Italia non accede al Safe, ovvero lo strumento messo in campo dall’Unione europea che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri ad aumentare rapidamente e in modo significativo gli investimenti nel settore della difesa mediante appalti comuni, alcuni investimenti sul fronte della difesa andranno posticipati. Lo ha sottolineato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto mercoledì 17 giugno al question time alla Camera.

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«Il Safe – ha spiegato – non è uno strumento sostitutivo perché altrimenti perderebbe totalmente la sua utilità. Qualora l’Italia aderisse, la Difesa ha pronti gli investimenti. Ci consentirebbe di anticipare investimenti che invece altrimenti dovrebbero essere posticipati». Crosetto ha ribadito che «la scelta di aderire al Safe non compete al ministro della Difesa» e che «ad oggi non è stato ancora attivato il meccanismo Safe».

Portolano: missioni rimodulate per sottofinanziamento, incide su efficienza

Il nodo risorse è stato affrontato anche dal Capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano. Intervenuto in mattinata in audizione sul decreto missioni davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa, il generale ha messo in evidenza che «l’ipofinanziamento del settore esercizio incide in misura crescente sull’efficienza, sulla disponibilità, sugli standard di sicurezza sul livello addestrativo e sulla sostenibilità di impiego dei mezzi, dei sistemi, delle infrastrutture di difesa. Come è noto – ha spiegato Portolano – la copertura finanziaria per la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali è assicurata dal fondo, programmato su base triennale, per un importo complessivo di un miliardo e mezzo circa. Il quadro esigenziale complessivo della difesa per il 2026 è stato stimato in un miliardo e otto circa, mentre la disponibilità reale effettivamente assentita al dicastero si attesta ad un miliardo e trentanove. Tale dato – ha messo in evidenza il Capo di Stato Maggiore della difesa – certifica un decremento del 6% rispetto all’impianto difesa del 2025, pari a un miliardo e quattro, che si traduce in una contrazione circa di 89 milioni: questo associato alla persistente criticità rappresentata dall’ipofinanziamento del settore esercizio, ha determinato la necessità di operare una rimodulazione complessiva dei dispositivi per salvaguardare al meglio il perseguimento degli effetti connessi con le priorità e gli obiettivi strategici individuati».

Firmato accordo Commissione Ue-Francia per prestito da 15,1 miliardi di euro

Se l’Italia non ha ancora aderito al Safe, la Francia lo ha fatto. Parigi e la Commissione europea hanno firmato un accordo di prestito da 15,1 miliardi di euro a favore della Francia per finanziare l’acquisto congiunto di armamenti, nel quadro del programma di sostegno al riarmo dell’Europa in tempi di guerre e minacce geopolitiche. L’accordo è stato formalizzato in occasione di una cerimonia a margine del salone Eurosatory, alle porte di Parigi, dai ministri francesi Roland Lescure (Economia) e Catherine Vautrin (Difesa) e dai commissari Ue Piotr Serafin (Bilancio) e Andrius Kubilius (Difesa). Citato dall’agenzia France Presse, Serafin ha salutato una «tappa importante nella costruzione di un’Europa più capace di prendere in mano il proprio destino».

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