BRUXELLES – In un contesto economico reso particolarmente incerto dallo shock energetico, la Commissione europea ha esortato ieri i paesi membri dell’Unione europea ad accelerare l’uso dei fondi europei e in particolare del Fondo per una Transizione Giusta, lo strumento nato con il bilancio 2021-2027 per finanziare gli investimenti nella transizione ambientale. Con l’occasione ha segnalato possibili margini di manovra nella legislazione europea per sostenere le persone più vulnerabili.
In una lettera inviata ai paesi membri, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto è voluto venire incontro alle difficoltà di alcuni paesi, in primis l’Italia, nell’affrontare i forti aumenti dei prezzi dell’energia. L’uomo politico ha ricordato innanzitutto che il Fondo per una Transizione Giusta «svolge un ruolo fondamentale nel fornire sostegno alle popolazioni, alle economie e all’ambiente dei territori che devono affrontare gravi sfide socio-economiche derivanti dalla transizione energetica».
Il vicepresidente sottolinea più volte come il denaro del Fondo per la Transizione Giusta debba essere utilizzato per gli investimenti (non per la spesa corrente). L’obiettivo è infatti di aiutare i paesi membri a perseguire la transizione ambientale e raggiungere entro il 2050 la neutralità climatica. Il fondo è stato dotato di 17,5 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi affidati all’Italia. Secondo la Commissione europea, al 31 marzo, l’Italia aveva speso appena 21,8 milioni di euro.
Ciò detto, la Commissione europea si dice disponibile «a valutare» la possibilità di «sfruttare al meglio le opportunità offerte» dal regolamento che ha istituito a suo tempo il Fondo per una Transizione Giusta. In questo senso, Raffaele Fitto cita nella sua lettera l’articolo 8 del testo legislativo. La norma elenca in modo dettagliato i campi nei quali è possibile usare il denaro a titolo di investimento: dall’innovazione digitale alla mobilità intelligente, alle energie rinnovabili.
Il vicepresidente spiega che la valutazione avverrà «considerando anche le azioni previste dagli allegati della comunicazione AccelerateEU» (si veda Il Sole/24 Ore del 23 aprile). Tra le altre cose, l’allegato II stabilisce che i governi possono «emettere buoni energia destinati alle famiglie vulnerabili; valutare (…) l’applicazione di prezzi regolamentati temporanei riservati alle famiglie vulnerabili (…); introdurre riduzioni mirate, totali o parziali, delle accise sull’energia elettrica per le famiglie vulnerabili e in condizioni di povertà energetica».












