Storie Web lunedì, Maggio 25

Nessuna anticipazione e massima prudenza. La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove, ha scelto la linea del rigore e dell’attesa sul futuro del costo del denaro. A chi le chiedeva se l’istituto di Francoforte sia orientato a un nuovo rialzo dei tassi nella prossima riunione di politica monetaria, la presidente ha risposto in modo netto: “Lo saprete l’11 giugno”.

Un cambio di rotta rispetto a fine aprile, quando aveva dichiarato di avere “chiara la direzione” dei tassi. “Oggi non posso dare indicazioni — ha spiegato Lagarde — perché la situazione attuale è di massima incertezza. Il 10 giugno avremo le nuove proiezioni sull’inflazione: allora, e soltanto allora, decideremo le azioni necessarie per mantenere l’inflazione al target del 2% nel medio periodo”. Attualmente le stime indicano un’inflazione al 2,6%, destinata a scendere al 2% solo l’anno successivo.

Sede della Banca Centrale Europea a Francoforte (Ansa)

Pil sotto l’1% e il no alle deroghe per l’Italia

Il quadro economico descritto dalla presidente della Bce resta complesso. Davanti a una domanda sulla stima di crescita dell’Italia, ferma allo 0,5%, Lagarde ha allargato lo sguardo all’intero continente:

“La crescita di tutta l’Europa sarà sotto l’1%. La Commissione Europea ha appena pubblicato una previsione dello 0,9% a causa dei prezzi energetici e dell’enorme incertezza”.

In questo scenario di stagnazione, la numero uno di Francoforte ha inviato un messaggio chiaro a Roma, escludendo l’ipotesi di concessioni speciali o deroghe al Patto di stabilità per attutire l’impatto dei costi dell’energia. “Dobbiamo attenerci alle regole che abbiamo in termini di bilancio, debito e deficit, e dobbiamo operare all’interno di queste regole”, ha scandito. “È fondamentale agire insieme come europei anziché cercare percorsi diversi. I nostri nemici sarebbero entusiasti di una nostra frammentazione. Se le regole valgono per tutti e vengono seguite correttamente, i mercati apprezzeranno automaticamente”.

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, 26 febbraio 2025

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, 26 febbraio 2025 (LaPresse)

Un forte appello alla speranza e all’unità

Nonostante le nubi all’orizzonte, aggravate dalle sfide dell’intelligenza artificiale e dai venti di guerra ai confini del continente, Lagarde ha voluto chiudere l’intervista con un caloroso messaggio di fiducia nel progetto comunitario:  “Vedo un motivo enorme per sperare in Europa. Abbiamo la libertà, abbiamo la democrazia, abbiamo regole che ci permettono di convivere. Possiamo muoverci, viaggiare e pagare con la stessa valuta: questa è una cosa preziosa. Proprio oggi dobbiamo difendere l’Europa e avere un forte senso di fiducia. Io penso che ci sia speranza, per il bene dell’umanità”.

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