«Come mai abbiamo aderito? Per avere un aiuto e un sostegno in termini di credibilità e autorevolezza di fronte ai buyer esteri, come di fatto è avvenuto».
Scelta, quella del Ceo di Pastiglie Leone Massimo Pozzetti non certo isolata, tenendo conto che sono già 200 le aziende entrate nell’orbita di ItalyX, certificazione sviluppata dal Sole 24 Ore e promossa da Confindustria nata per attribuire valore e dare visibilità alle imprese che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy nei comparti della Progettazione, Manifattura e Distribuzione.
«Una certificazione dell’italianità dell’impresa – chiarisce Eraldo Minella, Direzione Generale Servizi Professionali e Formazione del Sole 24Ore – con un disciplinare verificato sul campo che punta non solo ad agire in termini reputazionali, ma che rappresenta più in generale una piattaforma di networking e uno strumento per avere una maggiore visibilità, grazie ai media del Gruppo Sole 24 Ore».
Strumento che si evolve e si rafforza ,ad esempio inserendo la tecnologia blockchain e associando così ad ogni attestato di certificazione un’identità digitale univoca e verificabile ovunque in tempo reale. Così come ad arricchire l’offerta è il debutto di “ItalyX Stories”, nuova collana editoriale digitale pensata per raccontare identità, visione e cultura d’impresa delle aziende certificate. Con l’obiettivo ultimo di andare ad irrobustire il peso dell’Italia nel mondo, che in termini di merci è al record di 643 miliardi, su cui si innestano però anche i servizi. «Il nostro mondo – spiega Luigi Riva, Presidente di Confindustria Professione e Management – vale già oggi 35 miliardi in termini di export ma gli spazi di crescita sono rilevanti, per una filiera che complessivamente vale 160 miliardi in termini di ricavi e oltre un milione di occupati». Mercati internazionali che ormai sono diventati un terreno di caccia per aziende di più settori, anche quelli meno esposti in termini mediatici. «Amplifon – commenta Iacopo Pazzi, Chief Retail Commercial Officer del gruppo – è riuscita negli anni a conquistare un posto nell’eccellenza del Made in Italy nel mondo, in un settore che non è tra quelli per cui l’Italia è più conosciuta. Abbiamo raggiunto la leadership nell’innovazione in audiologia grazie all’eccellenza clinica e commerciale, alla passione e all’ambizione. Sostenuti dai risultati positivi delle prime espansioni, negli ultimi anni abbiamo iniziato a guardare sempre più lontano, maturando la consapevolezza di poter competere a livello globale. Oggi, infatti, sebbene l’Italia resti tra i nostri mercati più importanti,la proiezione internazionale dell’azienda è tale che circa l’85% del nostro fatturato proviene dall’estero».
Mercati esteri che sono arrivati a valere quasi il 30% dei ricavi per Pastiglie Leone, con ingressi importanti realizzati ad esempio in Germania o Cina, dove i ricavi in soli due anni sono passati da zero a un milione di euro. «Proporre una ricetta unica è sbagliato – spiega ancora il Ceo Messimo Pozzetti – è infatti il successo è arrivato adattando le nostre ricette e la nostra offerta. Strada che continueremo a percorrere, con l’obiettivo di portare l’export almeno al 50% dei ricavi».












