Una portaerei americana lunga 333 metri. Si chiama Nimitz ed è schierata nel Mar dei Caraibi meridionale nel giorno dell’incriminazione di Raul Castro, ex presidente di Cuba. L’obiettivo della Nimitz è quello di intimidire o forse attaccare, chissà, un’isola che attraversa una drammatica crisi energetica e alimentare, provocata dal blocco della maggior parte delle sue centrali elettriche, in tilt per la carenza di combustibile.
Raul tra pochi giorni compirà 95 anni e il suo pueblo è scivolato nell’indigenza dopo che l’embargo americano si è fatto ancora più duro. A L’Avana non è consentito importare petrolio..
“Benvenuta nei Caraibi, Carrier Strike Group Nimitz!”, ha scritto il Comando Sud degli Stati Uniti, responsabile delle operazioni in America Latina escluso il Messico, sul suo account Twitter. «La portaerei USS Nimitz, l’ala aerea imbarcata, la USS Gridley e la USNS Patuxent (T-AO 201) rappresentano la massima espressione di prontezza e presenza, gittata e letalità ineguagliabili e vantaggio strategico», aggiungeva il post.
La nave da guerra americana rimarrà nella regione per intensificare la pressione di Washington sul governo cubano. Fonti militari hanno precisato al New York Times, che l’amministrazione intende usare la Nimitz, e i suoi caccia, come uno show di forza, ma non come piattaforma per una massiccia operazione militare, ruolo che invece ha avuto la portaerei Gerald Ford quando il tre gennaio scorso è stato lanciato il blitz che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro a Caracas.
Nelle stesse ore la Corte Suprema americana ha autorizzato le cause relative ai beni americani sequestrati da Cuba nel 1960. I saggi si sono infatti schierati con la società portuale statunitense i cui beni furono confiscati nel 1960 quando Fidel Castro salì al potere a Cuba e nazionalizzò le aziende private. Con 8 voti a favore e uno contrario, la Corte Suprema dà ragione alla Havana Docks Corporation. E’ una decisione che potrebbe aprire la strada e rivendicazioni simili da parte di altre aziende americane.






