Storie Web giovedì, Marzo 12

Buy Now Pay Later: il 2026 anno della verifica normativa

In Italia segna una crescita rilevante nel 2025 anche il Buy Now Pay Later (compro oggi e pago domani) con un transato pari a 9,9 miliardi di euro (+45% rispetto al 2024). La spinta più forte arriva dall’online, dove il BNPL cresce del +50%. Tuttavia, per questo segmento il 2026 sarà un anno decisivo perché l’entrata in vigore della seconda Direttiva europea sul Credito al Consumo (CCD2) cambierà significativamente il quadro regolatorio, imponendo nuovi requisiti agli operatori e incidendo su un’esperienza utente che finora è stata semplice e rapida. Le nuove regole costringeranno gli operatori a ripensare processi, compliance ed esperienza d’uso e imporrà un nuovo equilibrio tra tutela del consumatore, sostenibilità del modello e semplicità della fruizione.

PAGAMENTI DIGITALI IN ITALIA

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INNOVATIVE PAYMENTS

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Sicurezza in primo piano

Il settore dei pagamenti sta entrando in una fase in cui l’innovazione non riguarda più solo lo strumento, ma il livello di automazione e delega che si è disposti ad accettare . L’idea che un agente intelligente possa selezionare, autorizzare o attivare un pagamento apre scenari completamente nuovi. Ma più il pagamento diventa invisibile, più la sicurezza diventa decisiva: la stessa tecnologia che promette efficienza può anche amplificare vulnerabilità, frodi e nuovi rischi sistemici. «Nel pieno di una trasformazione globale dei sistemi finanziari, parlare di pagamenti significa parlare di futuro – sottolinea Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano – a livello internazionale i pagamenti digitali ormai dominano sul contante, con le carte che restano centrali ma con smartphone e wearable che spingono la crescita. In Europa, il fermento su instant payment, Digital Euro e nuove infrastrutture paneuropee segna una direzione chiara. Governare questa evoluzione sarà decisivo per rafforzare il sistema dei pagamenti e la competitività economica complessiva»

L’Europa accelera su stablecoin ed Euro Digitale

Cresce ovunque il peso dei pagamenti istantanei da conto a conto. In Brasile, nel terzo trimestre del 2025, Pix ha processato 7,9 miliardi di transazioni P2B, in crescita del +13%, mentre le carte si sono fermate a 11,6 miliardi, con una lieve crescita del +4%. In India, a dicembre 2025, UPI ha superato 21,6 miliardi di transazioni, in crescita del +29% rispetto all’anno precedente, arrivando a rappresentare l’86% delle transazioni digitali del Paese. Anche l’Europa si muove: da una parte Wero che punta alla costruzione di un digital wallet paneuropeo, che a fine 2025 contava 200 milioni di trasferimenti peer-to-peer, 11 miliardi di euro di transato e 49 banche dell’Eurozona coinvolte, dall’altra l’interconnessione dei sistemi domestici esistenti attraverso l’European Payment Alliance, che coinvolge anche l’italiana BANCOMAT.

Sul fronte monetario, il 2025 ha visto crescere fortemente l’attenzione sulle stablecoin, oggi dominate da operatori legati al dollaro statunitense: Tether controlla circa il 58% della capitalizzazione complessiva, mentre Circle si attesta al 23%. In parallelo, l’Europa accelera sia sulla regolazione – con il MiCAR ormai operativo – sia sul progetto del Digital Euro, che nel 2026 entrerà in una fase cruciale di prototipazione tecnica e consolidamento normativo. «La nuova partita dei pagamenti ora si gioca sull’efficienza e sulla capacità di costruire un’infrastruttura critica e strategica» sottolinea Valeria Portale, Direttrice dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. «Stablecoin e Digital Euro aprono una nuova fase, in cui innovazione e indipendenza diventano i pilastri del futuro dei pagamenti. L’Europa è al centro di questo cambiamento e deve imparare a guidarlo per tutelare la propria autonomia e garantire la competitività del suo sistema economico»

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