Storie Web mercoledì, Marzo 11

«Per quest’anno auspico, nonostante la complicata situazione internazionale, un consolidamento della crescita del sistema termale con un aumento del 5-7% dei ricavi – dice Renzo Iorio, nuovo presidente di Federterme Confindustria -. È un obiettivo realistico se sapremo comunicare i reali elementi di benessere psico-fisico connessi alle proprietà delle nostre acque termali. Rimangono alcune criticità: molte aziende termali nelle aree interne hanno bisogno di un sostegno mirato per potersi sviluppare pienamente. Diventa urgente calendarizzare i provvedimenti di riforma della legge quadro sulle terme fermi in Parlamento. Le proposte concrete ci sono: finalizzarle significherebbe dare un impulso decisivo alla crescita delle imprese, rilanciare le aziende pubbliche e rafforzare l’intero sistema termale italiano». Sono questi alcuni punti chiave del programma di Iorio.

Le aziende termali della Penisola hanno archiviato il 2025 con un fatturato complessivo di 1.269 milioni di euro, in crescita dell’8% sull’anno precedente e considerando l’indotto si arriva a circa 5 miliardi di giro d’affari. Quest’anno, secondo le previsioni del presidente, il fatturato diretto dovrebbe superare i 1.350 milioni ma le potenzialità sono molto superiori. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Federterme in Italia ci sono circa 320 stabilimenti termali in attività in cui lavorano poco più di 12mila addetti, in maggioranza donne. Gli hotel con stabilimento termale offrono quasi 26mila posti letto e la permanenza media è di 3,3 giorni. Il dato comprende sia gli ospiti che trascorrono un paio di giorni per i trattamenti legati al benessere sia altri che seguono un ciclo di cure di 7-12 giorni. Il segmento delle cure a carico del Ssn nel 2025 vale, secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato, 110 milioni di euro con una leggera crescita sul 2024. «Il mio obiettivo principale sarà rafforzare il posizionamento strategico ed economico del termalismo italiano – premette il presidente -. Puntiamo a valorizzare le attività “core”, sfruttando le opportunità offerte dall’evoluzione demografica e dai nuovi bisogni di salute, e a promuovere il valore terapeutico delle acque termali come elemento distintivo del settore con il consolidamento della fisioterapia e della riabilitazione in acqua termale, ambiti con forte potenziale di crescita».

Una opportunità per intercettare nuovi flussi di pazienti e ospiti arriva dalla wellness economy, mercato che vale circa 150 miliardi di dollari e ogni anno cresce del 9%. L’Italia è ben posizionata grazie alla tradizione secolare, la qualità della vita, l’ambiente e il clima, fattori che la rendono una destinazione appetibile. «La sfida è coniugare tradizione e innovazione – continua Iorio -. Le nostre strutture, spesso di dimensioni contenute, offrono esperienze personalizzate e relazioni dirette con il cliente, elemento competitivo rispetto alle grandi strutture estere. Il crescente interesse di fondi e investitori finanziari nel settore conferma che il termalismo italiano rappresenta un asset attrattivo e a elevato potenziale di crescita».

Sul fronte delle cure termali prosegue il progetto Italcares, cofinanziato dal ministero del Turismo, per posizionare l’Italia come destinazione privilegiata per la cura della persona e del benessere di una clientela altospendente o supportata da coperture assicurative. «L’obiettivo per il 2026 è consolidare la piattaforma come strumento di promozione del termalismo italiano, aumentando la visibilità internazionale, la percezione di valore del settore e la redditività delle aziende che ne fanno parte» spiega Iorio. Parallelamente si lavora per riattivare con una serie di interventi mirati il patrimonio pubblico termale che può diventare leva di sviluppo economico e attrazione turistica nelle aree interne anche nell’ambito della silver economy. «Un tema molto attuale riguarda la necessità per le imprese di riuscire a far fronte al crescente incremento dei costi di produzione, principalmente quelli energetici e del lavoro, anche attraverso un rapido rinnovo dell’accordo – previsto dalla legge di settore – con le Regioni per l’erogazione delle prestazioni termali per il prossimo triennio – conclude il presidente di Federterme -. L’obiettivo è trovare rapidamente un’intesa che tuteli le imprese e garantisca continuità ai servizi sanitari termali».

Condividere.