Per Mathias Döpfner, l’amministratore delegato del gruppo tedesco, si tratta di una dolce rivincita: nel 2004 infatti aveva tentato di acquistare il Telegraph ma era stato battuto dai fratelli Barclay, che avevano offerto 665 milioni di sterline ma poi nel 2023 avevano dovuto cedere il controllo oberati da 1,6 miliardi di sterline di debiti.

«Oltre vent’anni fa abbiamo tentato di acquistare il Telegraph e non ci siamo riusciti, ma ora il nostro sogno diventa realtà -, ha dichiarato oggi Döpfner -. Essere proprietario di un’istituzione del giornalismo britannico di qualità è un privilegio e un impegno».

Nel 2015 inoltre Axel Springer aveva tentato di acquistare il Financial Times ma era stato sconfitto dal gruppo giapponese Nikkei, che aveva messo sul piatto 844 milioni di sterline per conquistare il quotidiano economico britannico.

Döpfner si è impegnato a rispettare l’indipendenza editoriale del Telegraph, che da sempre è considerato vicino al partito conservatore ma di recente si è spostato su posizioni più di destra. «L’indipendenza editoriale è sacrosanta per Axel Springer», ha detto, aggiungendo che il gruppo intende investire nel Telegraph per renderlo «la maggiore pubblicazione di centro-destra nel mondo anglofono», diffondendo il titolo anche negli Stati Uniti.

Il team al vertice non cambierà, ha assicurato Döpfner: Chris Evans resta direttore del Daily Telegraph, Allister Heath del Sunday Telegraph e Anna Jones resta chief executive del Telegraph Media Group.

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