In aula a Montecitorio il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto. L’appuntamento è atteso, perché attese sono le comunicazioni dei ministri, e dunque del governo, in merito all’evoluzione del quadro internazionale e alla crisi in Medio Oriente, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran.
“Nelle ultime ore, purtroppo, la situazione ha fatto registrare un’ulteriore evoluzione non positiva. L’Iran continua a sferrare attacchi indiscriminati con missili e droni contro infrastrutture strategiche, siti militari ma anche aeroporti, alberghi, centri residenziali, missioni diplomatiche in tutti i paesi del Golfo e stamane anche contro l’Azerbaijan. Le difese aeree di Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Oman, Emirati Arabi e Barein sono impegnate incessantemente nell’intercettare vettori lanciati dalla Repubblica Islamica. In questo quadro in costante evoluzione è concreto il rischio di un allargamento del conflitto”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell’Aula della Camera nel corso delle comunicazioni sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.
“Non siamo qui soltanto per un atto formale o solamente per rispondere doverosamente alle richieste del Parlamento. Siamo qui per una precisa scelta politica coinvolgere il parlamento in tutti i principali passaggi e nelle decisioni strategiche che questa crisi ci impone di assumere. La voglio ribadire ancora una volta la gravità della situazione richiede a tutti noi governo e parlamento un’assunzione di responsabilità condivisa sulla politica estera sulla sicurezza dei cittadini sulla difesa del tessuto produttivo, una grande democrazia deve essere capace di non dividersi”, dice Tajani.
“Sono 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” della crisi, riferisce il ministro. “La sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14 mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a10.000″, ha aggiunto.
Meloni: “Rischio di escalation, conseguenze imprevedibili”
Oggi la premier in un’intervista radiofonica all’emittente Rtl 102.5 ha espresso preoccupazione per il “rischio di un’escalation che può avere conseguenze totalmente imprevedibili. Sono ovviamente preoccupata – ha detto – per le possibili ripercussioni sull’Italia. Noi stiamo lavorando su tutti questi fronti”.
Meloni ha precisato che “a oggi” non ci sono richieste circa l’uso della basi militari italiane e “se arrivassero penso che sarebbe competenza del governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso”, ha sottolineato.
L’opposizione, intanto, critica la decisione e rilancia la richiesta alla premier di presentarsi e riferire in Parlamento. La premier, sottolinea il sottosegretario Mantovano, affronterà “le questioni che interessano l’Europa” ma anche “il contesto internazionale, come è sempre stato. E comunque quelle di Tajani e Crosetto sono comunicazioni al massimo livello perché ci saranno il vicepresidente del Consiglio che è anche ministro degli Esteri e il ministro della Difesa. Quindi certamente il governo non è sguarnito”.












