I mercati sono spaventati dall’escalation della crisi in medio Oriente, scoppiata dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, con l’obiettivo dichiarato di degradare le capacità missilistiche iraniane, impedire una ricostituzione del programma nucleare e massimizzare la pressione sul regime. La conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz dal quale transita circa un quinto del greggio consumato a livello globale, ha riportato volatilità sulle materie prime.
Sul listino milanese, quasi tutto in profondo rosso, salgono i titoli legati alla difesa e i petroliferi, trainati dal rally del prezzo del greggio. Corrono Leonardo +3,8% (in scia anche alla commessa da 1 miliardo di sterline da parte del governo britannico per la costruzione di una nuova flotta di elicotteri militari) e Fincantieri +2,01%. In evidenza Eni +2,03%, Italgas +1,37%.
I timori per la tenuta dell’economia globale colpiscono i titoli industriali e il settore del credito. Scivola in fondo al paniere Stellantis -4,74%, e arretrano le banche con Bper -3,66%, Unicredit -2,72%, Intesa Sanpaolo -3,27%, BMps -2,95%, Mediobanca -3,55%. Generali -2,46% e Unipol -3,64%. Giu’ il lusso con Moncler -2,6% e Cucinelli -3,57%.











