L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran apre una nuova e delicatissima fase di tensione in Medio Oriente e provoca una reazione articolata ma convergente in Europa: forte preoccupazione, appello alla de-escalation, richiamo al diritto internazionale e massima attenzione alla sicurezza dei cittadini presenti nell’area.
Da Teheran la linea è netta. In una dichiarazione all’ANSA, l’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, parla di «aggressione» e di «palese violazione dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale», denunciando attacchi contro «siti civili in diverse città». Secondo Mokhtari, l’azione militare sarebbe avvenuta mentre Iran e Stati Uniti erano «impegnati in negoziati diplomatici», configurando – sostiene – una violazione del paragrafo 4 dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite. Teheran richiama l’articolo 51 della stessa Carta, rivendicando il «diritto legale e legittimo di rispondere».
L’ambasciatore ha inoltre sollecitato una presa di posizione della Santa Sede e di Papa Leone XIV, chiedendo una condanna dell’attacco «sulla base degli insegnamenti religiosi» e un rinnovato appello alla pace.
Italia
Da Roma il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha attivato l’Unità di crisi della Farnesina: «Seguiamo tutti gli italiani presenti in Medio Oriente. Le nostre sedi diplomatiche stanno già assistendo i nostri connazionali», ha scritto sui social, fornendo il numero dedicato per le segnalazioni. La priorità italiana è al momento la sicurezza dei cittadini e il coordinamento con le rappresentanze nella regione.
Spagna
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha respinto «l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele», definendola un’escalation che contribuisce a un «ordine internazionale più incerto e ostile». Sánchez ha tuttavia ribadito anche il rifiuto delle «azioni del regime iraniano e dei Guardiani della Rivoluzione Islamica», sottolineando che «non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente».






