Storie Web giovedì, Febbraio 26

Non un traguardo, ma un punto di inizio»: così Gianni Giannini, amministratore delegato di Doucal’s, commenta l’inaugurazione, ieri sera, del nuovo flagship store milanese del marchio che guida insieme al fratello Jerry, direttore creativo, e che è stato fondato nel 1973 dal padre Mario a Montegranaro, nel cuore del distretto marchigiano delle calzature.

Pur se collocato sempre su via del Gesù, dove il marchio ha anche il suo showroom, il negozio segna una relocation rispetto al precedente, spostandosi dal civico 15 all’11, e con una superficie più ampia (di 120 metri quadri) e un concept firmato dallo studio Serafini Palomba Associati, partner di lunga data dell’azienda, nel quale spicca il colore signature del marchio, un caldo e accogliente “golden cream”.

«Per noi questa è stata una scelta non solo programmata, ma anche obbligata – commenta Giannini -. Per accompagnare adeguatamente un processo di crescita di un’azienda devono essere trovati spazi adeguati, cioè che non siano solo più grandi, ma anche in grado di raccontare e mostrare meglio il brand e il suo percorso, con il giusto respiro e il giusto valore. La boutique di Milano servirà peraltro come negozio pilota da mostrare ai numerosi partner che stanno investendo nel brand, e con i quali entro brevissimo stipuleremo accordi per aprire nuovi negozi in franchising, soprattutto in Medio Oriente. Nel corso dell’anno apriremo a Beirut, a Istanbul e in Kuwait, tutti mercati molto vivaci in questo momento». Quello di Milano è il quinto flagship per Doucal’s, dopo quelli di Parigi, Doha, Mosca e Ankara. Il marchio è presente anche in circa mille negozi wholesale in 60 Paesi del mondo.

L’azienda ha chiuso il 2024 con un fatturato di circa 30 milioni, per il 65% generato all’estero, e anche se il momento resta generalmente complesso, il nuovo anno sembra essere iniziato bene: «Stiamo già registrando una crescita – prosegue Giannini -. Questi sono anni difficili, ma chi ha idee chiare, segue un percorso preciso e investe nel marchio riesce a crescere. Come chi testimonia l’eleganza, il saper fare e la qualità del made in Italy, valori non semplici da replicare altrove».

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