Storie Web lunedì, Febbraio 23

Il dossier dazi torna al centro dell’agenda europea che apre la settimana con una densa successione di incontri, fra Consiglio degli affari Esteri, Consiglio dell’Agricoltura, riunione dei ministri degli Esteri e G7 del commercio internazionale. 

La decisione di Trump di imporre nuovi dazi al 10% – per portali al 15% poche ore dopo – costringe tutti a valutazioni degli impatti e contromosse. 
Non è chiaro se queste nuove tariffe doganali siano da aggiungere a quelle già concordate a luglio in Scozia tra Trump e Von Der Leyen, ma il presidente della commissione Commercio al Parlamento europeo Lange già parla di “condizioni cambiate” e “accordi violati” – e si appresta a proporre un rinvio della ratifica dell’intesa. 

Intanto i colloqui si fanno serrati, anche tra il ministro degli Esteri italiano Tajani e il commissario al Commercio Sefcovic: una posizione unitaria è fondamentale, scrive su X. E annuncia, sempre per questo lunedì di fuoco, una riunione con la task force dazi, 80 associazioni di categoria e 40 di imprese, per fare il punto su quanto deciso. Il cancellere tedesco Merz chiama a raccolta i suoi omologhi in vista della sua visita negli Stati Uniti. Il presidente francese Macron invita a mettere in campo tutti gli strumenti, incluso il “bazooka anticoercizione”. 

Tra le possibili ritorsioni, la commissione potrebbe decidere di non apportare modifiche al Digital Services Act che colpisce le Big Tech. O inserire nell’Industrial Accelerator Act la clausola “Buy european”. Provvedimenti decisamente indigesti, sia per Trump sia per Musk.
 

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