
Parte il restyling del Campanile di Giotto, uno dei gioielli del complesso monumentale del Duomo di Firenze: dal 9 marzo sarà coperto da un ponteggio che si abbasserà via via che verrà completata una fase dei lavori. In questo modo la parte restaurata sarà svelata e visibile a tutti. In ogni caso la salita al Campanile rimarrà sempre aperta ai visitatori.
L’intervento, diretto a rimediare a disgregazioni, distacchi, lesioni e fratture del marmo bianco e del serpentino verde di Prato che rivestono l’esterno, costerà sette milioni di euro, finanziati con gli incassi dei biglietti dall’Opera di Santa Maria del Fiore, storica istituzione deputata alla conservazione e valorizzazione del complesso monumentale del Duomo di Firenze. È la prima volta che il Campanile di Giotto viene restaurato per intero; in passato ci sono stati interventi, documentati a partire dal 1939, relativi solo a parti del monumento.
L’operazione, come ha spiegato il presidente Luca Bagnoli, si aggiunge ad altri due investimenti immobiliari-culturali che l’Opera ha in corso, per un totale di 60 milioni di euro. Si tratta del raddoppio del Museo dell’Opera, che passerà da seimila a 11mila metri quadrati grazie all’espansione nel confinante Palazzo Compagni, acquistato un paio di anni fa. Entro il 2030 saranno realizzati nuovi spazi espositivi, sala convegni e un bar-ristorante con affaccio sulla Cupola del Brunelleschi e sul giardino interno. L’intervento complessivo vale 40 milioni di euro.
L’altro intervento è la ristrutturazione, ormai arrivata alla fase conclusiva, dell’ex Collegio Eugeniano, realizzato nel Trecento (era il primo nucleo dell’Università di Firenze) a pochi passi dal Duomo, dove entro la primavera saranno trasferiti un centinaio di dipendenti dell’Opera. Nei 1.500 metri quadrati di uffici attuali, che si libereranno in piazza Duomo, l’Opera realizzerà una quindicina di abitazioni destinate all’affitto ai residenti. «Siamo ben contenti dei flussi turistici che arrivano a Firenze – ha spiegato Bagnoli – ma la permanenza dei fiorentini in centro storico è anche nell’interesse di chi vive di turismo e per noi, che non siamo un ente di beneficenza ma abbiamo a cuore la città, rappresenta un valore sociale». L’investimento per l’ex Collegio Eugeniano e le abitazioni si aggira sui 13 milioni di euro.
Dai biglietti venduti per l’ingresso alla Cupola, al Campanile, al Battistero, al Museo e a Santa Reparata, l’Opera ha incassato nel 2025 ben 31 milioni di euro. «In queste tre operazioni investiamo 60 milioni di euro, tutti finanziati da noi che non abbiamo nè contributi pubblici né privati – ha detto Bagnoli – e lo facciamo per conservare e restaurare il complesso monumentale del Duomo, ma anche per sottrarre edifici storici alla speculazione immobiliare, e per diversificare i nostri introiti. La pandemia ci ha insegnato che è rischioso dipendere esclusivamente dai biglietti, vogliamo incrementare gli investimenti nel patrimonio immobiliare in modo da avere entrate anti-cicliche come quelle degli affitti».









