Storie Web sabato, Febbraio 14
Cinque Paesi europei: «Navalny avvelenato dalla Russia con una rara tossina»

L’oppositore russo Alexei Navalny, morto in un campo di prigionia due anni fa, è stato assassinato dallo Stato russo con una “rara tossina”: lo affermano i governi di Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Paesi Bassi in una dichiarazione congiunta a margine della Conferenza di Monaco. “Sappiamo che lo Stato russo ha usato questa tossina letale per colpire Navalny, temendo la sua opposizione”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri britannico. Londra ha segnalato Mosca all’organismo mondiale di controllo sulle armi chimiche.

Tossina letale ricavata dalle rane freccia dell’Ecuador

I dettagli dell’avvelenamento arrivano dal Foreign Office, il ministero degli Esteri inglese. Secondo il Regno Unito, Navalny è stato avvelenato con l’epibatidina, una neurotossina tossica letale che si trova nelle rane freccia che vivono in Ecuador. Le tribù indigene del Sud America utilizzano la tossina nelle cerbottane durante la caccia. Questo veleno è 200 volte più forte della morfina. Le conclusioni dell’indagine saranno sottoposte all’organismo di controllo delle armi chimiche delle Nazioni Unite, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw).

Il Regno Unito e i suoi alleati hanno lavorato “con ferrea determinazione” per stabilire cosa sia realmente accaduto a Navalny, ha detto la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper.

La vedova: “Non parole ma una prova scientifica”

Yulia Navalnaya, la vedova del dissidente russo, ha partecipato a una conferenza stampa a margine di una conferenza sulla sicurezza a Monaco per annunciare la scoperta, affiancata dai ministri degli Esteri di Regno Unito, Germania, Svezia e Paesi Bassi. I quattro Paesi, più la Francia, hanno collaborato per stabilire le cause della morte di Navalny, che aveva 47 anni. ’’E’ difficile per me trovare le parole giuste”, ha detto Navalnya. Lei si trovava alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco quando, il 16 febbraio 2024, venne diffusa la notizia della morte del marito. ’’E’ stato il giorno più orribile della mia vita. Sono salita sul palco e ho detto che mio marito, Alexei Navalny, era stato avvelenato. Cos’altro poteva succedere con il nemico numero uno di Putin in una prigione russa? Ma ora capisco e so che non si tratta solo di parole. È una prova scientifica”, ha affermato.

Von der Leyen: atto vigliacco, Russia agisce come Stato terrorista

“Cinque nazioni europee hanno stabilito che la Russia ha avvelenato Alexei Navalny. Questo è stato un atto vigliacco da parte di un leader spaventato. La Russia agisce da tempo come uno Stato terrorista, facendo affidamento su metodi terroristici. Avvelenando oppositori politici. Zittendo giornalisti. Invadendo paesi pacifici”. Lo ha scritto su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Questa è la vera faccia della Russia di oggi. Onoriamo la memoria di Alexei Navalny e di tutti coloro che la Russia di Putin ha silenziato violentemente nel corso degli anni”, ha aggiunto.

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