Nel 2025 il 67% delle aziende italiane ha subito una compromissione delle credenziali. Le vittime di questi attacchi informatici puntano a risolvere il problema sviluppando anche nuovi sistemi. Il 44% mira a utilizzare anche l’intelligenza artificiale pur di difendersi da future minacce. È quanto emerso dallo studio della società Genetec in occasione del “World password day”. Nonostante l’Italia registri un incremento complessivo degli incidenti inferiore alla media europea, la natura delle minacce appare molto più preoccupante.
Il furto delle credenziali, un problema per il 66, 67 % delle realtà
Secondo quanto riportato dal rapporto di Genetec, solo il 17% delle società italiane dichiara di aver subito un aumento di incidenti di sicurezza fisica o informatica nel corso del 2025. Un dato che si scontra con il 33% registrato nel resto d’Europa. Eppure, dallo studio emergono anche le diverse problematiche che affliggono le aziende nostrane.
Ad esempio, la manomissione delle credenziali ha colpito il 66, 67 % delle realtà che hanno subito attacchi, contro il solo 25% europeo. Seguono gli attacchi DDoS rilevati dal 55% delle aziende italiane interessate. Anche in questo caso, il dato europeo è inferiore, ovvero il 30%. Il Phishing e lo smishing, tecniche utilizzate dai criminali informatici per il furto di dati, restano una minaccia per poco più della metà del campione analizzato.
Il mercato italiano sempre più orientato verso la tecnologia
Sempre secondo quanto riportato dallo studio, l’Italia si distingue per aver intrapreso già da tempo un percorso verso l’intelligenza artificiale. Infatti, per oltre il 72% dei professionisti della sicurezza la motivazione principale per la sostituzione dei cosiddetti sistemi “obsoleti” è l’integrazione con nuove tecnologie, un dato superiore alla media del resto d’Europa (53%).
Soluzioni basate su Machine Learning, Ia e Llm sono già una realtà o un obiettivo per il mercato italiano. Lo scorso anno, infatti, il 14% delle aziende ha sviluppato queste tecnologie.










