Storie Web martedì, Ottobre 13

I parlamentari ungheresi hanno votato oggi a favore della rimozione di disposizioni anti-Lgbtqia+ contenute in una legge del 2021 sulla “tutela dei minori” adottata sotto la guida dell’ex leader nazionalista Viktor Orbán. Il Parlamento ha approvato il provvedimento con 139 voti favorevoli e 51 contrari, segnando la prima significativa inversione di rotta rispetto alle restrizioni sui diritti civili imposte da Orbán alla comunità Lgbtqia+ (tra cui il divieto di tenere il Pride) da quando il premier europeista Peter Magyar ha assunto l’incarico a maggio scorso.

E Bruxelles sblocca 4,2 miliardi di fondi di coesione, von der Leyen: “Oggi inizia un nuovo capitolo per l’Ungheria e l’Europa”

Nella stessa giornata, a Bruxelles, quasi in risposta al provvedimento, è arrivato il via libera dei Ventisette alla proposta della Commissione europea di sbloccare 4,2 miliardi di euro di fondi di coesione congelati per le violazioni dello Stato di diritto precedentemente contestate al governo di Orban. “Un nuovo capitolo inizia oggi. Per l’Ungheria e per l’Europa” ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. I fondi di coesione sono stati bloccati nel dicembre 2022 nel quadro del regolamento sulla condizionalità di bilancio che permette di sospendere l’erogazione dei fondi qualora le violazioni di diritto possano avere un impatto reale o potenziale sulle finanze Ue.

“L’Ungheria è tornata saldamente sulla via europea, le università ungheresi possono ora partecipare al programma Erasmus+”

“Un altro chiaro segnale che l’Ungheria è tornata saldamente sulla via europea. Negli ultimi mesi, il nuovo governo ha compiuto progressi significativi nel ripristinare lo Stato di diritto e nel revocare alcune delle decisioni del governo precedente. Il rispetto dello Stato di diritto è essenziale per accedere ai fondi dell’Ue” ha commentato il commissario Ue alla Giustizia, Michael McGrath, plaudendo alla decisione odierna del Consiglio Affari generali di adottare la proposta dell’esecutivo comunitario di “revocare le misure previste dal regolamento sulla condizionalità di bilancio”. “Tutte le università ungheresi possono ora partecipare al programma di mobilità studentesca Erasmus+” ha osservato, sottolineando che “l’impegno profuso dall’Ungheria per ripristinare lo Stato di diritto sta dando i suoi frutti”.

“Sono stati compiuti notevoli progressi e c’è stata un’eccellente cooperazione tra il governo ungherese e le istituzioni dell’Ue sul ripristino dello Stato di diritto” ha dichiarato il commissario Michael McGrath al suo arrivo al Consiglio Affari generali a Lussemburgo. “C’è ancora molto lavoro da fare, dal momento che il nuovo governo è in carica da pochi mesi” ha aggiunto, sottolineando l’impegno della Commissione a collaborare con Budapest per il “pieno ripristino dello Stato di diritto in ogni suo aspetto, a beneficio dei cittadini ungheresi”. Interpellato sulla possibilità che la Commissione possa archiviare la procedura, McGrath ha precisato che “spetta ad altre istituzioni decidere in merito”. Il ruolo dell’esecutivo comunitario, ha spiegato, è “fornire una valutazione della situazione attuale”, che sarà presentata oggi. Il commissario ha inoltre ricordato che la procedura nei confronti dell’Ungheria è stata avviata dal Parlamento europeo nel 2018 e che “spetta a quest’ultimo prendere tale decisione”.

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