Almeno cinque persone, tra cui soccorritori, sono rimaste uccise e decine di altre ferite in un raid russo condotto su due regioni ucraine. Lo hanno riferito fonti locali, secondo cui nella regione centrale di Poltava un drone russo e un attacco missilistico hanno fatto quattro morti e 31 feriti e hanno danneggiato un’impresa industriale, con 3.480 utenze rimaste senza gas mentre sono state colpite anche infrastrutture ferroviarie. Nella regione di Kharkiv si contano un morto e due feriti.
Due giorni di tregua non coincidenti annunciati da entrambe le parti
Ieri, in un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva annunciato un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra martedì e mercoledì, dopo che la Russia ha invece decretato una tregua l’8 e il 9 maggio, in coincidenza con le celebrazioni per il Giorno della Vittoria. Kiev ha tuttavia avvertito che reagirà a qualsiasi attacco russo, mentre l’esercito russo minaccia di lanciare un «attacco missilistico di massa» su Kiev in caso di violazione della cessazione delle ostilità dichiarata l’8 e il 9 maggio. «Agiremo reciprocamente da quel momento in poi», ha avvertito Zelensky. «È ora che i leader russi intraprendano passi concreti per porre fine alla guerra, soprattutto perché il ministero della Difesa russo ritiene di non poter organizzare una parata a Mosca senza la collaborazione dell’Ucraina», ha aggiunto.
La Russia abbatte 289 droni ucraini
Nella notte di martedì, i sistemi di allerta della difesa aerea russa hanno abbattuto 289 droni ucraini sopra regioni russe e sul Mar d’Azov. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo. «Durante la notte trascorsa, dalle 20 ora di Mosca del 4 maggio alle 7 ora di Mosca del 5 maggio, i sistemi di allerta della difesa aerea hanno intercettato e distrutto 289 velivoli senza pilota ucraini ad ala fissa», si legge nel comunicato.
Il ministero ha indicato che i droni sono stati abbattuti sopra le regioni di Bryansk, Belgorod, Voronezh, Kursk, Kaluga, Smolensk, Oryol, Tver, Tula, Ryazan, Pskov, Novgorod, Leningrado, Rostov e Volgograd, nella regione di Mosca, nelle repubbliche di Crimea e Tatarstan, nel territorio di Krasnodar e sul Mar d’Azov.









