Ogni anno in Italia oltre 14mila cittadini ricevono una diagnosi di tumore gastrico; nonostante siamo tra i Paesi europei con i migliori risultati in termini di sopravvivenza, quando si parla di prevenzione oncologica, questa malattia sembra quasi scomparire dai radar.
Una contraddizione da cui è nata la riflessione al centro dell’incontro ’Prevenzione del tumore gastrico, organizzato con il patrocinio di Erone Onlus e Regione Lombardia, presso il Centro Meet-Med di Como e che ha riunito specialisti, medici di medicina generale, rappresentanti delle istituzioni ed esperti di nuove tecnologie diagnostiche
Il ruolo dell’Helicobacter pylori
Nel corso della mia attività professionale ho operato moltissimi cittadini con una diagnosi di tumore dello stomaco; oggi disponiamo di immunoterapia, farmaci biologici e percorsi terapeutici sempre più efficaci, ma in meno del 20% dei casi la malattia è scoperta in uno stadio iniziale. Il paradosso è che, a differenza di molte altre neoplasie, per quello gastrico la causa è molto ben conosciuta: l’80% dei carcinomi gastrici è associato direttamente o indirettamente all’infezione da Helicobacter pylori. Il 13% di tutti i casi di tumore nel mondo è causato da infezioni croniche non trattate. Il tumore della cervice uterina rappresenta probabilmente l’esempio più noto: in Australia l’identificazione del ruolo dell’HPV, l’introduzione dei programmi di screening e la vaccinazione completa della popolazione hanno profondamente modificato la storia naturale della malattia. Analogamente, la vaccinazione contro l’epatite B e C sta contribuendo a ridurre il numero di tumori primitivi del fegato. Stimiamo che oltre il 20% degli italiani conviva con l’Helicobacter, un batterio che nel 22% dei casi favorisce la comparsa di lesioni pre tumorali. Fortunatamente solo una percentuale compresa tra l’1% e il 3% svilupperà un tumore allo stomaco nell’arco di 10-20 anni, da qui la necessità di un programma di sanità pubblica rivolto a fasce di popolazione sana, progettato per individuare l’Helicobacter e impedire la formazione di questo tumore.
Costi stimati fino a 18.500 euro a paziente
Secondo una recente analisi italiana i costi sanitari sono stimati in circa 12.800 euro per cittadino con una malattia localizzata, 18.500 euro per quella localmente avanzata e oltre 15.000 euro per la malattia metastatica. Oltre l’88% della spesa risulta legato ai ricoveri ospedalieri. Si tratta purtroppo di dati raccolti prima della diffusione delle più recenti terapie innovative, come l’immunoterapia e i nuovi farmaci a bersaglio molecolare. A questo si aggiungano i costi del follow-up, delle recidive, delle complicanze nutrizionali, della perdita di produttività lavorativa, dell’invalidità e del ruolo spesso invisibile ma fondamentale dei caregiver.
Lo screening per il tumore allo stomaco permetterebbe in Italia di aumentare la sopravvivenza a 5 anni (attualmente ferma a circa il 32%), portandola fino a oltre il 60%.









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