Storie Web giovedì, Ottobre 8

Non esiste una reazione psicologica universale alla malattia oncologica. La stessa diagnosi può assumere significati diversi a seconda dell’età, della fase della vita, delle relazioni, dei riferimenti culturali e della propria storia personale. Nel tumore al seno, inoltre, gli effetti delle terapie possono incidere sull’immagine corporea, sulle relazioni e sulla sessualità. Nelle prime sono soprattutto le cure ad occupare il centro delle preoccupazioni. Con il tempo, però, le cicatrici, la perdita dei capelli, le variazioni di peso e gli altri cambiamenti legati ai trattamenti possono incidere sul modo in cui una donna percepisce il proprio corpo, si riconosce e torna a stare in relazione con gli altri.

In questo percorso la psico-oncologia ha un ruolo importante: integra la dimensione psicologica nel percorso di cura, accompagnando la persona nei diversi momenti della malattia, dalla diagnosi ai trattamenti e anche nella fase successiva alle cure. Lo psicologo può contribuire a riconoscere precocemente le situazioni di maggiore vulnerabilità, sostenere l’adattamento alla malattia e ai cambiamenti del corpo e accompagnare, quando necessario, anche partner e familiari.

La rete affettiva rappresenta infatti una risorsa fondamentale, purché la vicinanza non si trasformi in una prescrizione emotiva. “Devi essere forte” o “devi pensare positivo” sono frasi pronunciate per incoraggiare, ma possono comunicare che paura, tristezza o rabbia siano reazioni inopportune, da nascondere. Non esiste un modo giusto di reagire a una diagnosi oncologica e la malattia coinvolge anche chi sta accanto alla persona, che può sperimentare a sua volta paura, fatica e difficoltà di adattamento.

Prendersi cura di una donna con un tumore al seno vuol dire quindi considerare non soltanto la malattia, ma anche la dimensione psicologica e relazionale che accompagna l’intero percorso che non termina necessariamente con la fine dei trattamenti, ma prosegue nel tempo necessario per ritrovare un equilibrio, ricostruire un contatto con il proprio corpo e tornare alla propria vita.

* Presidente Ordine degli Psicologi della Lombardia, Ordinaria di Psicologia Dinamica in Università Vita-Salute San Raffaele e Coordinatrice del Servizio di Psicologia Clinica e della Salute dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, dove è anche Responsabile del Programma “Salute allo Specchio”

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