Storie Web martedì, Ottobre 13

Prevenire quando possibile e diagnosticare precocemente: è questa la strategia più efficace contro il tumore al seno. Grazie agli screening e ai progressi della medicina oggi si può individuare la malattia nelle sue fasi iniziali, aumentare le probabilità di guarigione, affrontare percorsi terapeutici meno invasivi e con un minore impatto sulla qualità di vita.
Dall’importanza di uno stile di vita sano all’adesione ai programmi di screening mammografico, fino alle più moderne tecniche di chirurgia conservativa e mininvasiva, la diagnosi precoce rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre la mortalità e migliorare gli esiti delle cure.Ne parliamo con il professor Oreste Gentilini, primario dell’Unità di Chirurgia della mammella e responsabile della Breast Unit dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Prevenzione primaria e secondaria: due alleati complementari
Quando si parla di prevenzione è importante distinguere tra prevenzione primaria e secondaria.
«La prevenzione primaria comprende tutte le azioni che contribuiscono a ridurre il rischio di sviluppare la malattia. Nel tumore della mammella, lo stile di vita ha un ruolo importante: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso, astensione dal fumo e consumo moderato di alcol possono ridurre il rischio fino al 30% – spiega il prof. Gentilini -.
La prevenzione secondaria coincide con la diagnosi precoce, la quale permette di individuare la lesione nelle fasi iniziali, quando le probabilità di guarigione sono maggiori. I programmi di screening mammografico hanno, infatti, contribuito a ridurre significativamente la mortalità legata alla malattia».

Perché aderire ai programmi di screening
Partecipare ai programmi di screening significa aumentare le possibilità di diagnosticare precocemente una neoplasia e affrontarla con maggiori probabilità di successo.
La mammografia consente non solo di individuare tumori di piccole dimensioni, ma anche alcune lesioni precancerose che potrebbero evolvere in forme maligne.
In Italia esistono lo screening regionale e quello spontaneo, o individuale. I programmi regionali rappresentano una grande opportunità di prevenzione ma non coprono tutte le fasce d’età; per questo è importante mantenere controlli regolari anche al di fuori dei percorsi istituzionali, secondo le indicazioni del medico.
«Superare il timore dei controlli è fondamentale – continua lo specialista – la mammografia è uno strumento sicuro e prezioso, capace di incidere concretamente sulle possibilità di guarigione».

Diagnosi precoce: meno terapie e cure più mirate
La diagnosi precoce consente spesso di affrontare il tumore con trattamenti meno aggressivi. Nel caso delle lesioni precancerose può essere sufficiente un trattamento locale; quando viene diagnosticato un tumore maligno, le dimensioni ridotte della lesione e il minore rischio di diffusione permettono generalmente di limitare l’intensità delle cure.
«Le strategie terapeutiche moderne vengono, infatti, personalizzate sulla base delle caratteristiche biologiche del tumore e del rischio di recidiva. Quando il rischio è basso – afferma il primario – anche l’impatto delle terapie tende a ridursi».
Individuare il tumore nelle fasi iniziali significa aumentare le probabilità di guarigione, preservare meglio la qualità di vita, agire con trattamenti meno invasivi e meglio tollerati rispetto alle forme più avanzate.

I vantaggi della chirurgia conservativa
Uno dei principali benefici della diagnosi precoce è la possibilità di eseguire interventi chirurgici più limitati ricorrendo alla chirurgia conservativa, che consente di rimuovere la lesione preservando il seno senza compromettere l’efficacia oncologica.
I vantaggi riguardano non solo l’aspetto estetico, ma anche il benessere psicologico, la qualità delle relazioni e il recupero post-operatorio.

Chirurgia mininvasiva e gestione dei linfonodi
«Quando la mastectomia è necessaria la chirurgia moderna punta a ridurne il più possibile l’impatto grazie alla ricostruzione immediata e alle tecniche mininvasive endoscopiche e robotiche, le quali prevedono incisioni più piccole e meno visibili con risultati estetici migliori», spiega il professore.
La diagnosi precoce può, inoltre, influire sulla gestione dei linfonodi ascellari. Nei tumori di piccole dimensioni il rischio di coinvolgimento linfonodale è inferiore e, in casi selezionati è possibile ridurre o addirittura evitare alcuni interventi chirurgici come l’asportazione del linfonodo sentinella».

Lo screening come opportunità
In passato il tumore al seno comportava interventi e cure molto invasive. Oggi invece grazie ai progressi nella diagnosi, chirurgia e terapie oncologiche le prospettive sono nettamente migliorate.
«La diagnosi precoce consente di aumentare le possibilità di guarigione, ridurre l’impatto delle cure e preservare la qualità di vita della paziente. Per questo prevenzione attiva e screening restano fondamentali per affrontare il tumore al seno con le migliori prospettive di cura», conclude Gentilini.

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