Nella serata del 4 luglio, Donald Trump aveva giurato che neanche le condizioni meteo avverse – forti temporali su Washington – gli avrebbero impedito di fare il suo discorso per i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza. E così è stato, il presidente ha parlato nella notte italiana. «Per 250 anni, gli Stati Uniti d’America sono stati la speranza, la promessa, la luce e la gloria tra tutte le nazioni del mondo», ha detto Trump nel suo discorso durato 40 minuti. «In tutto il mondo, cercano di essere come noi. Nessuno può essere come noi. E con l’aiuto di Dio, saremo sempre così o anche meglio».
Trump ha parlato a lungo della potenza militare Usa, ripetendo che le forze armate iraniane sono state “annientate” durante la guerra di quest’anno. «L’America è una nazione di vincenti e oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo», ha detto parlando dal palco sul National Mall, esortando il Congresso ad approvare la legge che impone l’identificazione degli elettori e limiti il ricorso al voto per corrispondenza, nota come “Save America Act”, attualmente bloccata al Campidoglio. «Non ci sarà il voto per corrispondenza», ha previsto Trump, salvo alcune eccezioni legate a malattia o disabilità.
Nel corso del discorso, il tycoon ha evocato gli eroi americani, da Davy Crockett ai fratelli Wright, fino ai Marines che combatterono a Iwo Jima, presentando sul palco l’equipaggio della navicella spaziale Artemis II: «Andremo sulla Luna e da lì proseguiremo verso Marte. Sapete, abbiamo creato la Space Force, ed è qualcosa di cui sono molto orgoglioso. Alcuni hanno sorriso, pensavano fosse una follia e ora si stanno rendendo conto che è una delle cose più importanti che abbiamo fatto. Eravamo in svantaggio rispetto alla Cina e alla Russia nello spazio e ora li stiamo superando a passi da gigante» ha detto Trump nel suo discorso al National Mall.
Poi un nuovo attacco al comunismo. «La bandiera a stelle e strisce ha già relegato falce e martello nell’oblio in passato, e lo farà di nuovo se necessario», ha detto Trump, collegando la Guerra Fredda all’attualità: ha sostenuto che il comunismo ha mostrato «il suo volto orribile proprio qui in America», aggiungendo: «È come un cancro: bisogna estirparlo, e bisogna farlo in fretta». Trump ha invitato sul palco i veterani per rendere omaggio a bandiere storiche. Una bandiera sventolò durante il D-Day, ha raccontato; un’altra, ha aggiunto, fu drappeggiata sulla bara di Abraham Lincoln.










