Quasi metà degli autobus non va più a gasolio: nel 2024 la quota di mezzi a basse emissioni, e quindi elettrici/ibridi o a metano/Gpl, è salita al 48,4% del totale. Si tratta di un aumento di 8,1 punti percentuali sull’anno precedente e di 16,8 sul 2019. A segnalarlo è un report dell’Istat, che mostra alcuni importanti passi avanti nel rinnovamento dei veicoli impiegati per il trasporto pubblico locale. Rispetto al 2023, infatti, i bus elettrici e ibridi sono aumentati del 54,9%, mentre quelli a gas hanno visto un incremento più contenuto, che si è attestato al 9,7 per cento. I dati dell’Istituto segnalano anche un rafforzamento delle linee di metro e filobus e un’espansione della rete delle piste ciclabili.
Il rinnovamento delle flotte
In generale, nel 2024 si assiste a una crescita delle dimensioni della flotta di autobus messi a disposizione dei cittadini nei comuni capoluogo del 2,8 per cento. Nel Mezzogiorno si registra un aumento del 7,9%, nel Nord-est del 4,9%, mentre nelle altre ripartizioni non si riscontrano variazioni significative.
La quota complessiva di autobus a basse emissioni aumenta in tutte le ripartizioni, ma con marcate differenze territoriali: se nei capoluoghi del Nord-est raggiunge il 63,8%, resta invece nettamente inferiore alla media nel Nord-ovest (42,5%) e nel Mezzogiorno (39,5%). Il valore aggregato dei capoluoghi metropolitani, che si attesta al 47,5%, è in linea con la media nazionale ma nasconde forti disuguaglianze. La quota dei bus non a gasolio supera il 75% a Bologna e Bari e il 50% a Venezia, Roma e Catania, mentre Genova, Firenze e Reggio di Calabria presentano valori molto inferiori rispetto alla media.
I bus alimentati a gas, nonostante una crescita minore rispetto a quelli ibridi ed elettrici, rimangono superiori in numero. I primi continuano a costituire il 29,9% degli autobus in servizio nei comuni capoluogo (con picchi del 46,5% nel Nord-est e del 36,6% nel Centro) mentre si fermano al 18,4 per cento del totale, concentrandosi specialmente nel Nord-ovest (26,4%).
La quota di autobus Euro 6 rimane invece sostanzialmente equivalente tra Nord, Centro e Sud della penisola, dove questi mezzi rappresentano rispettivamente il 61,7%, il 59,1% e il 61,7% del totale. Nonostante le nuove restrizioni alla circolazione previste a partire dal 1° ottobre 2026 nelle regioni del Bacino padano, rimangono ancora in attività quote consistenti di veicoli Euro 5, immatricolati da più di 11 anni (26,5%), e anche delle classi precedenti, immatricolati da più di 16 anni (il 12,5% nell’insieme dei capoluoghi, e il 22% nelle città del Sud). Nel complesso, però, i veicoli Euro 6 sono aumentati del 12,8% rispetto all’anno precedente, mentre gli Euro 5 sono diminuiti del 6,6% e quelli ancora più obsoleti del 15,8 per cento.
