L’aumento delle domande
La lunga attesa del decreto attuativo Mimit-Mef ha sicuramente fatto sì che molti investimenti congelati nella prima parte dell’anno siano stati poi presentati all’apertura dello sportello. Con un effetto potente sull’andamento degli ordini domestici delle macchine utensili che, dopo il -30% del primo semestre, a giugno hanno ripreso a marciare a buon ritmo (si veda Il Sole 24 Ore dell’8 agosto). La crescita dei progetti presentati al Gse è stata esponenziale, partendo da 900 milioni di euro dopo solo cinque giorni e con un picco nell’ultima settimana, probabilmente in coincidenza, per molti consulenti e imprenditori, dell’ultima settimana di attività prima della chiusura estiva.
Queste cifre vanno considerate con cautela. Innanzitutto, i progetti andranno confermati con acconto e poi ultimati, con relativa comunicazione di completamento. E comunque non rappresentano il costo per l’Erario ma gli investimenti sulla cui base poi le imprese, un volta completate correttamente tutte le procedure, potranno usufruire dell’iperammortamento cioè di una maxi-deduzione fiscale sui costi di acquisizione dei beni, spalmata su un orizzonte pluriennale.
I fondi
Non c’è un plafond e il costo per lo Stato si ripartisce negli anni in linea con i tempi di ammortamento dei beni. Non c’è insomma l’effetto di esaurimento immediato delle risorse, da “click day”, che caratterizzava il vecchio piano Transizione 4.0 e poi la prima versione del 5.0, basati sull’utilizzo di crediti d’imposta automatici. La legge di bilancio dello scorso anno non ha infatti fissato un tetto predeterminato di risorse, come era avvenuto con i crediti d’imposta, ma ha stabilito uno stanziamento pluriennale (9,8 miliardi di euro, ripartiti in termini di finanza pubblica fino al 2035) oggetto di monitoraggio del ministero dell’Economia.
La relazione tecnica della norma inserita un anno fa in manovra è però molto utile per capire la situazione attuale: a fronte dei 9,8 miliardi di euro stanziati, la stima è di circa 30 miliardi di investimento totale da parte delle imprese nel periodo di applicazione del piano (1° gennaio 2026-30 settembre 2028). Il bilancio attuale di 4,75 miliardi di investimenti, in proporzione, rappresenta un assorbimento di coperture pari a circa 1,5 miliardi di euro. In soli due mesi. Di qui, anche se come detto non c’è un allarme risorse per chi si sta prenotando, le possibili considerazioni da fare in vista della legge di bilancio. È stato direttamente il ministro Urso, a metà a luglio, ad affermare che «se sarà necessario aumentare nel prossimo bilancio, ovviamente lo faremo».
