Come ha spiegato Tedici, questi fenomeni sono dovuti a «una piccola falla nell’anticiclone africano: infiltrazioni di aria più fresca in quota, in spostamento dalla Spagna verso est, riusciranno a bucare lo scudo anticiclonico innescando diffusi contrasti termici». Dopo il fine settimana, passata la fase di instabilità, le temperature si alzeranno nettamente.
Il lavoro del governo
Il governo continua a monitorare da vicino l’emergenza. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha affermato che «da subito ci siamo interessati al problema legato al caldo e delle interazioni tra la salute e l’ambiente. Ho voluto fortemente che ci fosse un dipartimento One Health nella nuova organizzazione del ministero, partendo dall’esperienza della pandemia, ma oggi non possiamo certamente ignorare ciò che lega il clima agli effetti sulla salute».
Schillaci ha inoltre ricordato il plauso rivolto dal direttore dell’Oms Europa Hans P. Kluge al nostro paese: «Kluge ha lodato l’Italia come una tra le nazioni più proattive e più attente al problema del caldo. Soprattutto ha lodato il nostro sistema di monitoraggio sul caldo. E vorrei ricordare che noi siamo partiti prima di queste ondate di calore: già a maggio i nostri piani erano operativi, il bollettino era già disponibile e abbiamo un piano importante».
Il caldo in Europa
La situazione rimane critica anche in gran parte dell’Europa. Per domani è stata dichiarata l’allerta rossa in nove dipartimenti della Francia occidentale per le temperature estreme, mentre altri 76 – oggi erano 72 – saranno in allerta arancione. A Parigi sono previsti 37 gradi. Altri dieci dipartimenti saranno in allerta gialla e solo il sud della Corsica rimarrà al livello di allerta verde. Per fare fronte all’emergenza, il primo ministro Sébastien Lecornu presiederà domani una cellula interministeriale di crisi dedicata alla nuova ondata di caldo che sta colpendo il paese.
L’afa non dà tregua neanche al Regno Unito, dove, dopo i record mensili registrati durante le ultime due ondate di calore, l’allerta arancione – in vigore da ieri in Inghilterra meridionale, orientale e centrale – è stata estesa oggi anche alle contee settentrionali della maggiore nazione dell’isola, a cominciare dallo Yorkshire.












