Siamo sicuramente abituati ai colpi bassi tra operatori di telecomunicazione, in costante lotta per i clienti più preziosi. Ma forse non siamo avvezzi alle utilities che puntano a strappare utenti ai gestori telefonici, oppure al fenomeno contrario. È l’integrazione dei mercati, caratterizzati da offerte sempre più convergenti tra energia e telecomunicazioni: un motivo in più – secondo maggioranza e opposizione in Parlamento – per introdurre una parità di regole sul telemarketing, la pratica sovente invasiva, per non dire aggressiva, con cui le società sono solite strapparsi clienti a vicenda.

La proposta

Una serie di emendamenti al decreto fiscale – depositati in commissione Finanze al Senato da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Pd – punta a estendere anche alle telecomunicazioni i vincoli che con il decreto bollette sono stati applicati al telemarketing – «sollecitazioni commerciali telefoniche» si legge nel testo – esclusivamente per il settore dell’energia elettrica e del gas.

La norma del Dl bollette

Nel Dl bollette, in sintesi, è stata inserita una modifica al Codice del consumo con la quale si dispone il divieto di proporre per telefono, anche mediante messaggi, contratti di elettricità e gas, a meno che non ci sia stata una richiesta effettuata direttamente attraverso siti o app del professionista incaricato – il call center di turno per intenderci – o sia stato precedentemente espresso dall’utente specifico consenso a ricevere proposte commerciali. I contratti stipulati in violazione della norma sono nulli e gli utenti possono segnalare al Garante per la privacy e all’Autorità per le comunicazioni i casi di chiamata effettuata in violazione delle regole, indicando il numero del chiamante.

In sostanza, la maggioranza è pronta a correggere una norma che essa stessa aveva votato durante l’esame del Dl bollette non più tardi di un mese fa. A ogni modo mancano ancora i pareri del governo su tutti gli emendamenti al Dl fiscale e non si può dare scontata l’approvazione della norma.

Il pressing

Possiamo dire però che di sicuro la modifica è stata fortemente sollecitata ai partiti dai gestori telefonici che già offrono (o che studiano la possibilità di farlo) anche servizi di elettricità e gas. Il timore è chiaro: essere frenati da regole asimmetriche rispetto alle compagnie energetiche che hanno già lanciato, o si apprestano a farlo, offerte di telecomunicazioni, ad esempio per internet con la fibra ottica.

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