450 milioni di dollari in un solo round: è la cifra che The Exploration Company (Tec), società spaziale europea fondata nel 2021 da Hélène Huby, ha annunciato oggi, martedì 8 settembre, di aver raccolto in un finanziamento di Serie C. Secondo la società è il più grande mai annunciato da un’azienda spaziale europea e, sottolinea Tec, «il più grande mai ottenuto da una società con sede nell’Ue guidata da una fondatrice e Ceo donna».
A guidare l’operazione sono la statunitense Bessemer Venture Partners, l’europea Atomico e lo Scaleup Europe Fund gestito da EQT, il veicolo che riunisce capitale pubblico e privato con un obiettivo dichiarato di 5 miliardi di euro. Partecipano anche gli investitori già presenti, tra cui Balderton, Plural, Cherry e Red River West. Mentre Alex Ferrara di Bessemer entrerà nel consiglio di amministrazione, con questo round il capitale complessivamente raccolto da Tec sale a circa 680 milioni di dollari. Il finanziamento resta soggetto alle necessarie approvazioni normative.
I numeri a corredo dell’annuncio dicono molto della fase che vive la società: oltre 2 miliardi di dollari in contratti e impegni a livello globale, distribuiti in parti uguali — comunica Tec — tra programmi pubblici, a cominciare dall’Agenzia spaziale europea, e clienti privati per la logistica dei carichi verso le stazioni spaziali. Tec oggi impiega più di 550 persone tra Europa (con sede a Monaco di Baviera e attività a Bordeaux e a Torino), Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, e ha firmato uno Space Act Agreement con la Nasa per le attività di qualificazione tecnica, sicurezza e certificazione delle future missioni verso la Stazione spaziale internazionale e le stazioni commerciali.
Il denaro raccolto finanzierà due obiettivi: il primo, indicato come priorità a breve termine, è Nyx, la capsula riutilizzabile progettata per portare carichi alle stazioni spaziali, attuali e future, e riportarli a terra, con la prospettiva, un domani, di trasportare anche equipaggi. La sua prima dimostrazione orbitale su scala reale, conferma Tec, sarà proprio l’attracco alla Iss seguito dal rientro sulla Terra.
Il secondo obiettivo è Storm, un motore a razzo riutilizzabile ad alta spinta alimentato a ossigeno liquido e biometano, che la società rivendica come “il primo in Europa a usare un ciclo di combustione a stadi a flusso completo”. Tecnicamente più complessa, la sua architettura dovrebbe consentire di sfruttare al meglio i propellenti. Storm è pensato come base propulsiva di un futuro lanciatore europeo riutilizzabile per carichi super-pesanti, capace di collocare fino a 40 tonnellate in orbita bassa, cioè entro i 2mila chilometri dalla Terra.










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