Storie Web mercoledì, Maggio 13

Il mondo della scuola è sempre più in agitazione contro le decisioni del ministero guidato da Giuseppe Valditara. Questa volta sotto accusa è la revisione delle indicazioni nazionali per i licei.

Sessanta tra docenti dell’Università e intellettuali, tra i quali spiccano Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri, firmano una lettera aperta definendo un “disastro” l’esclusione di autori come Marx, Spinoza, Fichte e Schelling dai nuovi programmi di filosofia
Secondo i firmatari, si tratta di una “polpetta avvelenata” lanciata da un governo che tenta di imporre la propria “egemonia culturale” a fine legislatura, sacrificando la formazione critica delle nuove generazioni. La filosofia, spiegano, “serve a sviluppare il pensiero critico e la comprensione della complessità”.

Loredana Perla, presidente della commissione ministeriale, replica precisando che è in corso una “democratica consultazione”, che “ogni contributo verrà tenuto in considerazione” e che il nuovo impianto lascia libertà al docente “senza voler imporre un elenco obbligatorio”.

Le reazioni politiche sono immediate e taglienti. 
Per la senatrice del Pd Cecilia d’Elia “è evidente il tentativo di incidere sulla cosiddetta ‘egemonia culturale’, attraverso scelte discrezionali e discutibili da parte del ministero”. Ancora più duro il commento di Peppe De Cristofaro (Avs): “Quella di Valditara è una vera e propria ossessione ideologica. Siamo di fronte a un’operazione culturale gravissima che compromette il carattere aperto e democratico dell’istruzione pubblica”.

 

 

Il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara (Ansa)

Ma le tensioni sui programmi di filosofia si inseriscono in un clima già surriscaldato da altre decisioni del ministro dell’Istruzione e del Merito.

La riforma degli istituti tecnico-professionali, incentrata sul codiddetto modello “4+2”, è nel mirino di sindacati e associazioni studentesche. 
La critica principale riguarda la riduzione del percorso di studi da cinque a quattro anni, che comporterebbe il sacrificio della formazione culturale a vantaggio di una specializzazione precoce. Molti docenti temono che questo schema trasformi gli istituti in canali di addestramento su misura per le aziende, svuotando la scuola della sua funzione generale. Sotto accusa anche l’ingresso dei privati nella gestione dei programmi e nell’insegnamento, con il rischio di accentuare le disuguaglianze e legare gli studenti alle volubili necessità del mercato del lavoro locale invece di garantire una preparazione solida e spendibile a lungo termine. 

Presentando il suo libro martedì a Teramo, il ministro Giuseppe Valditara ha difeso la riforma dell’istruzione tecnica e professionale, nonostante la protesta di sindacati e studenti: “Accusarmi di voler creare nuovi schiavi degli imprenditori è fuori dal tempo”, ha dichiarato, rivendicando anche l’efficacia dei metal detector mobili per sequestrare armi nelle scuole. 

 

Studenti scuole superiori – generica (Ansa)

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