Storie Web domenica, Maggio 10

Non si ferma la pioggia di fuoco che sta flagellando il Libano meridionale. Nelle ultime ore, l’aviazione israeliana ha intensificato i raid colpendo diverse aree sensibili, tra cui un villaggio nel distretto di Sidone dove si erano rifugiati numerosi civili in fuga dai combattimenti più a sud.

Il bilancio è tragico: secondo le prime testimonianze e i rilievi delle autorità locali, almeno sette persone sono rimaste uccise. Tra loro si contano tre bambini, vittime dell’ennesimo crollo di edifici residenziali trasformati in cumuli di macerie nel giro di pochi istanti.

Il racconto dal fronte

L’inviata Veronica Fernandes, testimone oculare dei soccorsi, descrive una situazione apocalittica. Le squadre d’emergenza scavano a mani nude nella speranza di trovare superstiti, mentre il flusso dei profughi non accenna a diminuire. I raid non sembrano risparmiare i centri abitati, colpendo proprio quei luoghi che i civili consideravano zone di relativo rifugio.

Le comunicazioni sono difficili e gli ospedali della zona, già al collasso dopo settimane di bombardamenti, faticano a gestire l’ondata di feriti che arrivano a ogni nuova ondata di attacchi. La crisi umanitaria nel Paese dei Cedri si aggrava di ora in ora, mentre la diplomazia internazionale sembra ancora impotente di fronte all’escalation di violenza che continua a mietere vittime tra i più vulnerabili.

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