Storie Web domenica, Giugno 14

Lugano – Il no in Svizzera all’iniziativa per un tetto di 10 milioni per la popolazione è un passaggio rilevante, che sgombra il campo dal rischio concreto di un duro colpo alle relazioni con l’estero e in particolare con l’Unione europea, quindi anche con l’Italia. L’iniziativa, voluta in funzione anti-immigrazione dalla Udc, partito della destra nazionalista, è stata respinta in votazione popolare con una percentuale che era di circa il 54% quando mancava ormai molto poco alla chiusura delle operazioni di spoglio.

Il no, sostenuto dai partiti di centro e di sinistra, oltre che dalle associazioni delle imprese e dai sindacati, ha quindi completato la rimonta. Su un tema divisivo come l’immigrazione, infatti, la Udc secondo molti sondaggi era partita in vantaggio. Poi, durante il percorso, hanno riacquisito peso le posizioni che indicavano i lati negativi dell’iniziativa, sia in politica sia in economia.

Come hanno votato i Cantoni

Le grandi città e la Svizzera di lingua francese hanno dato un contributo rilevante alla vittoria del no. Nella Svizzera di lingua tedesca, grandi città a parte appunto, il sì ha trovato più spazio. Nella Svizzera di lingua italiana, in Ticino ha vinto il sì seppur di misura (50,7%), mentre nei Grigioni (che contano su una minoranza italofona) ha vinto il no con il 51,5%.

Nella Confederazione elvetica tutti i partiti maggiori fanno parte del Governo e quindi ne fa parte anche l’Udc, che ha dovuto però registrare il no della maggioranza del Governo stesso alla sua iniziativa. Lo stesso dicasi per il Parlamento nazionale, i cui due rami si sono pronunciati, ad ampia maggioranza, per il no all’iniziativa. Ma sull’immigrazione gli equilibri nell’elettorato non coincidono esattamente con gli schieramenti dei partiti e dunque il timore era che ci fosse nonostante tutto una prevalenza di sì. L’esito del voto (con una partecipazione del 58% circa) è stato invece favorevole al no.

I numeri della popolazione

La Svizzera ha circa 9,1 milioni di abitanti, con una percentuale di residenti stranieri, nella gran parte europei, pari al 27%. Dal 2002 la popolazione è aumentata di circa 1,7 milioni, soprattutto attraverso l’immigrazione. Il numero di immigrati è legato al mercato del lavoro, sia le imprese private sia le strutture pubbliche (quelle del settore sanità in particolare) hanno infatti bisogno di forza lavoro estera.

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