Storie Web lunedì, Ottobre 12

Il peso degli stranieri nelle statistiche sulla criminalità (appunto il 35% dei soggetti denunciati all’autorità giudiziaria nel 2025) risulta più elevata rispetto alla quota degli stranieri residenti in tutto il Paese: la popolazione straniera in Italia è pari al 9,4% del totale. «I reati in Italia – osserva Fasani – vengono commessi in larga parte da maschi, giovani, poco istruiti e in condizioni di fragilità economica; caratteristiche molto diffuse nella popolazione immigrata, soprattutto proveniente da specifici Paesi».

A certificare questa fragilità sono anche i dati Istat: nel 2024 gli stranieri rappresentavano il 32% delle persone in povertà assoluta in Italia, a fronte di un’incidenza media della povertà assoluta pari al 10% sul totale della popolazione nel nostro Paese.

«Dal confronto tra individui con le stesse caratteristiche, alcuni studi accademici hanno rilevato una propensione al crimine minore da parte della popolazione immigrata, forse anche per le conseguenze che rischiano sul soggiorno», aggiunge Fasani.

Per quanto riguarda le diverse fattispecie, l’incidenza più elevata di stranieri segnalati si registra nei reati di strada come il furto con strappo (58,9%), la rapina in pubblica via (59,1%) e i borseggi (71,2%); scende invece al 5,4% per le rapine in banca e al 2,4% per quelle negli uffici postali. Secondo il professore, queste condotte hanno un impatto economico più contenuto rispetto ad altri reati, ma incidono di più sulla percezione di sicurezza delle persone, soprattutto se vengono reiterate. «Questo potrebbe comportare anche una maggiore attenzione delle forze dell’ordine verso alcuni profili – osserva – che di conseguenza vengono controllati più frequentemente».

Tra i reati contro la persona, la quota di stranieri denunciati o arrestati è del 43,4% per le violenze sessuali, del 38,8% per le lesioni dolose e del 26,2% per le minacce. «Può pesare – ipotizza Fasani – la maggiore presenza di giovani maschi tra la popolazione straniera, unita a una frequente esposizione alla vita di strada» soprattutto per quanto riguarda le aggressioni negli spazi pubblici.

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