Dopo le dichiarazioni, le distanze politiche all’interno della maggioranza sull’operazione Strade Sicure sono emerse nei lavori parlamentari. Durante la seduta della Commissione Difesa della Camera di mercoledì 23 settembre, la Lega ha detto no alla riformulazione della sua risoluzione (primo firmatario il deputato Eugenio Zoffili), all’esame della Commissione, suggerita dal rappresentante del Governo, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago (Forza Italia).
Il sottosegretario ha posto l’accento sul fatto che «l’eventuale incremento delle unità dedicate all’operazione dovrebbe accompagnarsi a modifiche idonee a renderne più efficace l’attività». Matteo Perego di Cremnago ha spiegato di ritenere «maggiormente opportuno valorizzare l’Arma dei carabinieri, per la maggiore coerenza tra le sue competenze istituzionali e le finalità dell’operazione Strade sicure». Ha espresso parere favorevole sulle premesse della risoluzione Zoffili a condizione che venisse riformulato. A sua volta Zoffili ha fatto presente «di non poter accettare, allo stato, la riformulazione proposta, ritenendo necessario un ulteriore approfondimento nel merito». L’assunzione di nuovi Carabinieri, ha sottolineato, è un percorso che «richiede tempi lunghi e non può rispondere all’urgenza attuale, soprattutto rispetto alle esigenze di sicurezza nelle aree più a rischio».
Le distanze
In sintesi, la Lega chiede di potenziare con urgenza l’operazione e di portare il contingente fino a 10.000 militari. Gli alleati, a cominciare dal ministro della Difesa Guido Crosetto (FdI), frenano. Il ministro ha più volte espresso l’auspicio di riportare progressivamente i militari impegnati nell’operazione a compiti prettamente militari, di addestramento e di difesa dello Stato, sottolineando che l’uso continuativo dell’Esercito in compiti di ordine pubblico sottrae personale prezioso alla preparazione specialistica.
Da parte sua, Forza Italia è convinta che alla fine occorra effettuare una valutazione sull’l’impiego dei militari, cercando per quanto possibile di trovare un equilibrio tra la necessità di garantire la sicurezza urbana e le esigenze del comparto difesa, a cominciare dalle missioni all’estero.
Zoffili (Lega): «Non siamo disposti a fare un passo indietro»
In relazione alla riformulazione del rappresentante del Governo sulla risoluzione Strade Sicure che non è stata accolta dal partito di Matteo Salvini, Zoffili ha lanciato un messaggio chiaro ai colleghi della maggioranza: «Su Strade Sicure, andiamo dritti per la nostra strada. Non possiamo accettare formule che sviliscono il senso della nostra iniziativa che va nella direzione di spostare più di 3000 militari dalle caserme, impiegandoli immediatamente in strada, per rafforzare la sicurezza degli italiani ed estendere l’operazione dove non è ancora attiva. Non comprendiamo – ha rincarato – la posizione degli alleati che evidentemente non hanno ancora colto l’urgenza di un provvedimento che punta a incrementare il numero dei soldati impegnati in “Strade Sicure”, preferendo altri interventi. L’assunzione di altri Carabinieri ci trova ovviamente d’accordo ma non è una misura immediata come quella su cui la Lega insiste dallo scorso novembre quando abbiamo presentato la risoluzione in commissione Difesa alla Camera. Noi – ha concluso Zoffili – non siamo disposti a fare alcun passo indietro rispetto alla volontà di portare subito a 10mila il numero di soldati nelle strade italiane, non in sostituzione ma in supporto delle nostre Forze dell’Ordine che devono continuare a svolgere il loro lavoro con le proprie funzioni. Continueremo a insistere con determinazione per arrivare il prima possibile all’approvazione della nostra risoluzione. Il tempo stringe e il crimine non aspetta», ha concluso.











