A Roma pochi ne parlano, ma tutti ci pensano. Le elezioni suppletive per la Camera nel collegio di Reggio Calabria – in gioco c’è il seggio lasciato libero da Francesco Cannizzaro (Fi), eletto sindaco – rappresentano il primo test con le urne di Roberto Vannacci. Non un test qualunque. Perché domani e lunedì va al voto una terra che è un fortino storico di Forza Italia e perché proprio dagli azzurri il generale ha con estrema scaltrezza pescato il suo candidato: il medico Domenico Giannetta, ex capogruppo di Fi in Consiglio regionale transitato in Futuro nazionale. Volto moderato da oltre 10mila preferenze, scelto proprio per provare a insidiare il favorito: Fabio Roscioli, un pezzo da novanta di Forza Italia, tesoriere del partito, storico avvocato di Fininvest molto stimato dalla famiglia Berlusconi.
Derby a destra
In questo derby tutto a destra, possibile antipasto di ciò che avverrà alle politiche salvo alleanze dell’ultim’ora, tenta di inserirsi il cardiologo Frank Benedetto, già consigliere comunale e capogruppo del Pd, tornato dopo vent’anni alla politica attiva come espressione di un campo larghissimo che raduna 12 sigle e va da Iv al M5S. Queste suppletive – ha detto ieri – sono «una prova di forza tra le varie coalizioni. La nostra è unita, loro sono disuniti».
Laboratorio Calabria per Vannacci
Che Vannacci usi la Calabria come laboratorio per misurare la sua presa reale sui delusi dal centrodestra, al di là dei sondaggi che lo registrano intorno al 7% (con un primo calo nei giorni scorsi), è facile dedurlo dalle sue stesse dichiarazioni. Nell’ultimo appello al voto, ha diffuso sui social un’immagine fake di Roscioli con Matilde Siracusano, sottosegretaria e compagna del governatore calabrese Roberto Occhiuto, e il senatore Claudio Lotito seduti a tavola pronti a mangiarsi una torta con la scritta “Calabria”. «Vi trattano come dei servi, dei colonizzati, degli incapaci. Il 27 e il 28 riprendetevi la dignità e l’onore», è l’esortazione ai calabresi. Chiara la linea: stigmatizzare quello che i vannacciani chiamano «un candidato calato dall’alto, che non conosce Reggio». «Votare Fabio Roscioli – attacca il fondatore di Futuro nazionale – significa legittimare definitivamente quell’esterofilia colonizzatrice marchiata Occhiuto e Cannizzaro».
Obiettivo: risultato a due cifre
Vannacci punta su un risultato a due cifre. Anzi, si dice addirittura convinto di poter vincere. Ma al di là delle boutade conta sull’«effetto Sassonia-Anhalt», paragonandosi all’Afd e sperando di confermare con i numeri un consenso finora solo teorico, in modo da utilizzarlo come rampa di lancio per le politiche dell’anno prossimo. La corsa è complicata. Nel 2022 Cannizzaro vinse il seggio nel suo collegio prendendo 66mila voti (quasi il 48%). Mentre la somma dei candidati di Pd e M5s, che viaggiarono separati, restò sotto quota 60mila. Ma l’affluenza fu bassa (49,4%). Se stavolta si registrerà un’impennata dell’affluenza un po’ di “effetto Sassonia” ci sarà, visto che nel Land tedesco gli elettori hanno fatto la fila per votare.
Forza Italia ottimista, ma il voto è un test
«Sono molto positivo sull’esito», ha detto lo stesso Cannizzaro, forte dei quasi 60mila voti confermati a maggio alle comunali (il 65,7%) e convinto che «chi si presenta come alternativa al centrodestra lo fa senza proposta alcuna se non con qualche urlo e insulto, vedi Vannacci». La verifica della tenuta azzurra sul territorio, in una fase di grandi fibrillazioni nel partito e di mire sulla leadership di, n Antonio Tajani, è importante anche per i ragionamenti nazionali. Se gli azzurri dovessero franare laddove sono più radicati e il centrosinistra addirittura vincere il seggio grazie ai voti sottratti a Roscioli dai “futuristi”, le conseguenze sarebbero molto pesanti. E una buona affermazione di Giannetta farebbe comunque accendere una spia rossa nella coalizione e potrebbe alimentare il fuggi fuggi verso Fn.











