Starship, il gigantesco razzo di SpaceX al centro delle ambizioni lunari e marziane di Elon Musk, si prepara al tredicesimo volo di prova. Il lancio è previsto il 17, nelle prime ore della notte in Italia, dal sito di Starbase, in Texas, sulla costa del Golfo del Messico.
È un test chiave, tanto sul piano tecnico quanto su quello industriale e finanziario. Sarà infatti il primo volo di Starship da quando SpaceX è quotata in Borsa, e metterà alla prova la fiducia degli investitori nel modello “vola, fallisci, correggi” che ha accompagnato lo sviluppo del razzo più potente mai costruito. Al di là delle prospettive di esplorazione verso Luna e Marte, Starship è anche l’asset con cui l’azienda punta a dispiegare in tempi rapidi le nuove grandi costellazioni satellitari: l’espansione di Starlink e le reti analoghe destinate a usi militari statunitensi.
Per sostenere questi programmi, SpaceX deve portare in orbita migliaia di satelliti in modo rapido ed economico. Nel profilo di volo previsto, della durata complessiva di circa 90 minuti, Starship seguirà una traiettoria suborbitale, toccherà lo spazio ma senza compiere un giro completo attorno alla Terra, e rientrerà nel settore dell’Oceano Indiano. Per la prima volta, trasporterà 20 satellitiStarlink Versione 3, di nuova generazione: verranno rilasciati lungo la traiettoria, proveranno per pochi minuti a integrarsi con la costellazione tramite collegamenti laser e poi saranno lasciati rientrare nell’atmosfera, dove si distruggeranno.
Il precedente test, a maggio, era stato giudicato un passo avanti ma non privo di criticità. Il Super Heavy, il primo stadio di Starship, non era riuscito a completare la sequenza di riaccensione dei motori per simulare un atterraggio controllato nel Golfo del Messico ed era finito in mare dopo aver perso il controllo. Anche il secondo stadio aveva perso uno dei motori durante l’ascesa, pur riuscendo comunque a raggiungere la quota prevista e a rilasciare 20 satelliti simulati.
Sulla base dell’indagine condotta con la Federal Aviation Administration, SpaceX ha modificato la procedura di avvio dei motori e i sistemi di allarme e aborto, per ridurre il rischio di nuovi guasti nella fase di separazione e rientro del booster. Il volo di questa settimana dovrà dimostrare che le correzioni funzionano, aprendo la strada alla fase successiva, che prevede un’orbita completa almeno, ritorno del primo stadio nel Golfo del Messico e, possibilmente, anche della sezione superiore Ship.










