Storie Web domenica, Maggio 17

Quando arriva il momento di scegliere tra i diversi mestieri e tra Italia ed estero, i neolaureati sembrano avere idee molto chiare. La prima è che il talento nel nostro Paese non è adeguatamente riconosciuto come dicono sette su dieci, la seconda è che dovendo investire le proprie energie oltre la metà (55%) sono guidati dalle opportunità di apprendimento e formazione nella scelta dello stage, la terza è che la valorizzazione del talento passa da un riconoscimento economico adeguato. La conseguenza di quest’ultima è che alla fine quando si tratta di scegliere tra Italia e altri Paesi, per il 62% il fattore decisivo è la retribuzione e quindi non hanno grandi problemi ad andarsene all’estero.

I dati, che anticipiamo, sono frutto di una ricerca realizzata da Ing people insights lab con YouGov, sul rapporto tra neolaureati, stage e valorizzazione del talento e verranno presentati nell’ambito dell’incontro intitolato “Giovani, talento e mondo del lavoro. Restare o partire: cosa offre l’Italia?”.

Stage cruciale ma poco retribuito

I giovani coinvolti sono 411, hanno tra i 20 e i 30 anni e si sono laureati negli ultimi due anni, quindi possono essere considerati neolaureati. I primi passi nel mondo del lavoro, la maggior parte li muove attraverso gli stage che restano cruciali: circa la metà dei ragazzi ha svolto almeno uno stage negli ultimi 3 anni. Poco più della metà di chi ha almeno un’esperienza di stage (6 su 10) ha ricevuto un compenso, con una media di 607 euro mensili, in leggero aumento rispetto al 2025, quando la media era di 565 euro. Solo il 14% degli stagisti ha percepito più di 800 euro al mese, un dato in crescita rispetto al 9% del 2025. Le priorità nella scelta dello stage sono le opportunità di apprendimento e formazione (55%), la possibilità di assunzione (48%) e l’ammontare del rimborso spese (47%). La metà dei giovani neolaureati ha rifiutato almeno uno stage e, tra chi lo ha fatto, la ragione principale (36%) è stata proprio il rimborso spese troppo basso.

In Italia il talento è poco valorizzato

L’indagine mette in luce una percezione diffusa: il 70% dei giovani ritiene che il talento non sia adeguatamente riconosciuto in Italia. In particolare, le aziende non sembrano in grado di garantire i tre principali fattori che secondo i neolaureati valorizzano il talento, ovvero: un riconoscimento economico adeguato (56%), le opportunità di crescita professionale (53%), work-life balance, flessibilità e smart working (48%). Da notare che le opportunità di crescita sono importanti soprattutto per le donne (63%), segno della maggiore difficoltà che ancora si sente nei percorsi di carriera.

Lo stipendio condiziona la scelta di non lasciare l’Italia

Se lo stipendio è diventato un fattore importante anche nella scelta dello stage, è facile aspettarsi che lo sarà ancor più nella scelta tra Italia ed estero per lavorare: e infatti il 62% dei giovani indica lo stipendio come elemento principale per restare in Italia. Seguono la possibilità di assunzione (40%) e le opportunità di apprendimento e formazione (35%). Chi ha già svolto uno stage attribuisce particolare importanza anche alla flessibilità dell’orario di lavoro (32%) e allo smart working (27%).

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