Quando Splatoon arrivò su Wii U nel 2015 sembrava un oggetto caduto da un’altra galassia. Nintendo entrava nel territorio degli sparatutto, allora dominato da soldati, fucili e città ridotte in macerie, portando calamari, colori, musica elettronica e pistole ad acqua. Per vincere non serviva eliminare più avversari: bisognava colorare il pavimento. Una piccola rivoluzione liquida che dimostrò ancora una volta che tutto può essere ricreato in modo creativo. Anche uno sparatutto, che nel videogioco è quanto di più simile a un “mercato regolato” come quello degli istituti bancari.
Undici anni dopo, l’industria dei videogiochi sembra avere meno voglia di tuffarsi nell’ignoto. I costi di produzione crescono, i tempi si allungano e gli editori preferiscono spremere universi già conosciuti. Remake, sequel, spin-off: il nuovo spesso arriva indossando una maglietta vecchia. Splatoon Raiders, uscito il 23 luglio 2026 su Nintendo Switch 2, appartiene a questa categoria. Ma lo fa ancora una volta con una certa intelligenza.
Raiders prende il sistema di movimento e di combattimento di Splatoon e lo trasferisce in un’avventura costruita principalmente per il giocatore singolo. Si interpreta la Macchinista, naufragata sulle Isole Spirhalite insieme al Trio Triglio. L’obiettivo è esplorare l’arcipelago, raccogliere tesori e respingere orde di Salmonoidi. Un membro del trio ci accompagna a bordo di un robot esploratore, fornendo fuoco di supporto.
La struttura è quella di un looter-shooter in formato Nintendo. Si entra in missione, si spara, si raccoglie bottino, si torna alla base e si potenzia l’equipaggiamento. Poi si ricomincia. È una lavatrice progettata per distribuire piccole dosi di soddisfazione.
Il cuore di Splatoon funziona ancora benissimo. Nuotare nell’inchiostro, riemergere alle spalle dei nemici e cambiare arma conserva una qualità cinetica rara. Lame, blaster, rulli e splasher permettono di costruire configurazioni diverse, mentre gadget e serbatoi modificano velocità, potenza e approccio tattico. Le missioni sono brevi, spesso adatte a sessioni di pochi minuti, e i tutorial introducono i sistemi senza trasformarsi in manuali di elettrodomestici.

