Storie Web venerdì, Maggio 1

Va ai domiciliari Eitan Bondì, il ventunenne fermato e accusato di aver sparato alcuni colpi con una softair, una pistola ad aria compressa, contro due iscritti all’Anpi lo scorso 25 aprile a Roma, a Parco Schuster.

Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminare al termine dell’udienza di convalida che ha derubricato l’accusa da duplice tentato omicidio a tentate lesioni pluriaggravate anche dalla premeditazione.

«Mi vergogno»

Durante le sue dichiarazioni spontanee al gip, Bondì ha detto di assumersi la responsabilità «di questo gesto deplorevole» e di vergognarsi «di quanto fatto». «Esprimo solidarietà verso le persone ferite e di chi si è sentito offeso dal mio gesto» ha aggiunto il ragazzo, come hanno riferito i suoi difensori Cesare Gai e Gianluca Tognozzi.

Il legame con la Brigata ebraica

Bondì, inoltre, ha specificato di non avere «nessun legame con la Brigata ebraica». Giorni fa, la stessa Brigata ha ribadito «con forza di non conoscerlo, non avere tra i suoi membri persone che rispondano a questo nome. Sottolinea anche di non aver alcun rappresentante né iscritto nella città di Roma». Il ragazzo, davanti al gip, ha confermato che «non ci sono moventi politici e ideologici dietro il mio gesto».

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