Storie Web martedì, Giugno 16

La revisione del Prontuario farmaceutico a cui sta lavorando l’Agenzia italiana del farmaco rischia di trasformarsi in un micidiale boomerang per cittadini e imprese. La toppa che l’Aifa sta provando a “cucire” per coprire il buco della spesa per i medicinali che cresce a un ritmo del 7% rischia infatti di segnare uno strappo difficilmente ricucibile. L’idea è semplice quanto esplosiva: fissare il prezzo di riferimento dei medicinali rimborsati a brevetto scaduto non più tra quelli con lo stesso principio attivo, ma all’interno di un raggruppamento terapeutico più ampio con il Servizio sanitario nazionale che rimborserà il costo solo fino alla soglia del principio attivo più economico.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’effetto potrebbe essere doppio: per le aziende – in molti casi fiori all’occhiello del made in Italy del farmaco – praticamente una stangata con tagli dei prezzi anche del 30-40% per adeguarsi a quello di riferimento, un target praticamente impossibile anche a fronte di un esplosione dei costi che ha fatto schizzare negli ultimi anni la spesa per materie prime ed energia, mentre per i cittadini il rischio è quello di dover rinunciare al farmaco a cui sono “affezionati” per un altro con diverso principio attivo ma totalmente rimborsato. A meno che il paziente-cittadino non decida di pagare la differenza di prezzo a carico suo, nel caso l’azienda non sia stata in grado di abbassarlo perché insostenibile. Insomma l’obiettivo di risparmio per il Ssn potrebbe ricadere sulla tasche dei pazienti.

Questo pericoloso scenario è quello che potrebbe vedere la luce nei prossimi mesi se la revisione del Prontuario -l’elenco dei farmaci che sono a carico del Ssn – prevista dall’ultima legge di bilancio vedrà la luce nelle modalità in cui sta prendendo forma. I vertici dell’Aifa come hanno scritto in una lettera inviata nei giorni scorsi al ministro della Salute Orazio Schillaci e al sottosegretario Marcello Gemmato per chiedere una sorta di “avallo” politico e giuridico puntano infatti a dare attuazione alla revisione che partirà proprio dai medicinali a brevetto scaduto inseriti in lista di trasparenza per poi passare successivamente a quelli coperti da brevetto. Una procedura, questa, ora sotto la lente di Schillaci che su questo dossier come su quello della clausola di salvaguardia non sembra per niente convinto tanto da essere pronto a chiedere ulteriori chiarimenti nei prossimi giorni.

Nel frattempo l’Aifa nelle scorse settimane ha inviato una serie di lettere alle aziende farmaceutiche che producono diverse categorie di farmaci anche molto popolari come gli inibitori di pompa o i sartani e le statine che usano milioni di italiani per i problemi cardiovascolari comuni come il colesterolo o la pressione alta. Queste missive sono tutt’altro che informazioni tecniche ma una sorta di “avviso” in cui si informa la «Spettabile Società» qual è il raggruppamento di principi attivi – per le statine a esempio sono sei – «aventi analoghe condizioni di uso e indicazione terapeutica» con l’obiettivo appunto di individuare «il principio attivo con il prezzo di rimborso Ssn più basso, tenendo conto del numero di unità posologiche della confezione. Ciò al fine di individuare la confezione con il costo-terapia più favorevole per il Ssn». Queste valutazioni sono state effettuate dalla Cse – la Commissione scientifica economica di Aifa – che come spiega sempre una delle lettere inviate alle imprese «raccomanda l’attuazione di tale misura prevedendo un congruo periodo di latenza dell’efficacia del provvedimento al fine di consentire alle aziende titolari di medicinali di adeguarsi/avvicinare il proprio prezzo al pubblico al nuovo prezzo di riferimento» oppure in alternativa permettere ai medici di famiglia di indirizzare le prescrizioni verso quei principi attivi che «minimizzino l’eventuale ulteriore aggravio a carico del cittadino». Eccolo il doppio effetto su imprese e cittadini. Tra l’altro questa prima revisione del Prontuario andrebbe ad impattare su una voce della spesa farmaceutica, quella convenzionata e cioè dei medicinali erogati in farmacia, che non è in rosso ma in avanzo.

L’ultimo report di monitoraggio dell’Aifa di pochi giorni sui primi 11 mesi del 2025 registra una spesa a 23,131 miliardi (+7,2% rispetto al 2024) con uno sfondamento di 4,147 miliardi tutto concentrato sugli acquisti diretti (i farmaci in ospedale). Mentre la spesa nella convenzionata ha raggiunto i 7,732 miliardi con un avanzo di 498 milioni di euro. Una voce dunque che rientra nei tetti di spesa previsti, ma ora sarebbe penalizzata dalla stangata della revisione del Prontuario.

Condividere.
Exit mobile version