Storie Web mercoledì, Giugno 17

Il cardinale Camillo Ruini, una figura chiave della Chiesa italiana

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È stato cardinale vicario per la diocesi di Roma e arciprete della basilica papale di San Giovanni in Laterano dal primo luglio 1991 al 27 giugno 2008 e presidente della Conferenza episcopale italiana dal 7 marzo 1991 alla stessa data del 2007 e presidente della Conferenza episcopale laziale. Ha ricoperto anche la carica di presidente della commissione internazionale di inchiesta su Međugorje, del progetto culturale della Chiesa italiana e, dal 2010 al 2015, del comitato scientifico della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI.

Di recente, aveva avuto uno scambio affettuoso con la premier Giorgia Meloni in occasione della celebrazione di una messa per Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro tanto che in una intervista al Corriere della Sera per i suoi 95 anni aveva dichiarato: ’Su Giorgia Meloni il giudizio è decisamente positivo sotto entrambi gli aspetti, sia politico sia personale’.

Zuppi: «Ruini ha servito Chiesa con intelligenza e passione»

“Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana. Presidente della Cei e Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, il cardinale Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, passione pastorale e profondo senso ecclesiale”. Così una nota della conferenza episcopale italiana con il cordoglio del presidente, il card. Matteo Zuppi. “Ha svolto il suo ministero – afferma zuppi – con la consapevolezza che la fede non è mai estranea alla storia. L’annuncio cristiano, ha sempre sostenuto, deve incontrare le domande reali dell’uomo, della società e della cultura. In questo impegno ha aiutato la Chiesa in Italia a pensare, discernere, parlare e camminare nel proprio tempo, custodendo il legame vivo con il successore di Pietro e con la Chiesa universale”. “Il suo motto episcopale, ’Veritas liberabit nos’, resta una consegna – aggiunge Zuppi – per tutti: cercare la verità che è Cristo, perché solo essa rende liberi e capaci di amare. Quella verità non è un’idea astratta, ma il volto del Signore che illumina la vita, sostiene la speranza, apre alla comunione e chiama a servire ogni persona, soprattutto quando la storia si fa più difficile e incerta”. “Ci stringiamo con affetto ai familiari, alla Diocesi di Roma e a quanti lo hanno conosciuto – conclude la nota – , stimato e seguito nel suo lungo ministero. Il Signore Risorto lo accolga nella sua pace’.

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