Cresce il desiderio di maggiore autonomia in campo militare
Sempre alla luce del sondaggio, lo European Council on Foreign Relations fa notare che «diversi elettorati di destra ed euroscettici, tra cui Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, il PVV di Geert Wilders, Chega, i Democratici Svedesi e il Rassemblement National di Marine Le Pen, siano convinti che i loro vicini europei fornirebbero sostegno al proprio Paese in caso di crisi». In questo contesto, cresce il desiderio che l’Europa assuma maggiore autonomia in campo militare.
In Italia maggioranza contraria ad aumento spesa militare
L’Italia è il solo paese tra quelli interpellati dove una maggioranza di persone è contraria a un aumento della spesa militare (il 58%). Più in generale, sempre secondo il sondaggio dell’ECFR, il 47% delle persone intervistate sostiene l’idea di debito in comune per finanziare gli investimenti in difesa – la percentuale in Germania è sorprendentemente elevata: il 45%. La quota di persone contrarie nella Repubblica Federale è del 38%, a livello europeo del 35%.
I dati mostrano una Italia singolare, che non vuole aumentare la spesa militare e che mette in conto l’aiuto dei partner, nel caso. Commenta Arturo Varvelli, direttore dell’ECFR a Roma: «Storicamente, le scelte politiche dell’Italia sono basate più sull’interesse di breve periodo che sui valori. Il paese fa estrema fatica a capire i tempi. Responsabili sono i mass media, la classe politica, e forse anche la presenza di una popolazione anziana, in difficoltà nel cogliere i rapidi cambiamenti di questo momento storico».
Infine, in quasi tutti i paesi oggetto del sondaggio, la maggior parte degli intervistati crede che il proprio paese debba ridurre la dipendenza strategica dalle forniture militari americane. Tra i più favorevoli al Buy European figurano la Danimarca (75%), i Paesi Bassi (72%), la Svezia (70%), il Portogallo (69%), la Francia (66%), la Spagna (62%), l’Estonia e la Polonia (60% ciascuno). Molto divisi sulla questione sono invece la Germania, l’Ungheria, e ancora una volta l’Italia.








