L’ultima acquisizione risale allo scorso 28 aprile, quando Smeup – azienda bresciana specializzata nell’accompagnamento delle imprese nei percorsi di digitalizzazione – ha rilevato il 100% di Informatica Centro, piccola realtà di Jesi (Ancona) molto attiva nel mercato della distribuzione con, in particolare, un’esperienza consolidata e prodotti specifici per settori come la ricambistica, l’idrotermosanitario e il materiale elettrico.
I primi passi: un garage della Franciacorta
L’ultima delle oltre 30 realizzate a partire dal 2014, quando segnò la prima svolta della propria storia, iniziata alla fine degli anni ’80 in un garage della Franciacorta. «Sono nato nello stesso anno di Steve Jobs – scherza il fondatore e presidente di Smeup, Silvano Lancini, che prima di vestire i panni dell’imprenditore è stato un maestro di matematica e un sistemista in Ibm -. All’epoca, in questo settore, si cominciava così, in maniera pionieristica. Oggi è tutto più difficile per i giovani che vogliono entrare nel settore».
La svolta, dicevamo, arriva per Smeup (che si chiamava Smea) nel 2013, dopo la creazione di una piattaforma condivisa con un’altra realtà del settore, Query. La crescita è vorticosa: 30 operazioni di acquisizione permettono all’azienda di passare da 10 a 100 milioni di fatturato in dieci anni (98 milioni nel 2024 e 100 nel 2025). Oggi l’azienda di Erbusco – che conta 21 sedi distribuite tra Nord e Centro Italia, oltre 700 professionisti e oltre 2.600 clienti in 29 Paesi – prepara una nuova svolta, dettagliata nel nuovo piano industriale al 2030.
«Abbiamo dedicato gli ultimi due anni a riorganizzare e ordinare il gruppo, dopo tutte le operazioni fatte», spiega Lancini, orgoglioso dei risultati ottenuti e, soprattutto, del modello di governance adottato: «Abbiamo 60 soci e questo ci rende come una public company, anche se la proprietà rimane in capo alla mia famiglia». Anche il passaggio generazionale è stato preparato per tempo: i figli di Lancini sono già operativi nella società, con ruoli manageriali, ma affiancati da altri dirigenti che, un domani, potrebbero acquisire anche i ruoli apicali oggi coperti da Lancini stesso (presidente e ad). «La cosa importante è che i miei figli saranno garanti della continuità valoriale e imprenditoriale del sostegno finanziario. Poi si deciderà, in base a competenze e aspirazioni, chi coprirà quali incarichi».
Il nuovo Piano industriale al 2030
Il nuovo piano industriale segna un cambio di passo: «Non abbiamo piu bisogno di crescite esponenziali – spiega Lancini -. In passato abbiamo raddoppiato due volte i ricavi in pochi anni. Ora vogliamo crescere in maniera più graduale: l’obiettivo è arrivare a 130 milioni nel 20230, concentrandoci su poche acquisizioni, quattro, per consolidarci ulteriormente sul fronte della proprietà intellettuale e sulla verticalizzazione dei mercati».










