“I conflitti vengono ‘alimentati’ più facilmente di quanto le persone vengano nutrite. Questa realtà riflette non solo carenze operative, ma anche un fondamentale squilibrio nelle priorità politiche e morali”. Lo ha detto il Papa nel suo discorso al Programma alimentare mondiale. “Più che una semplice preoccupazione umanitaria, la fame erode la coesione sociale, accresce il rischio di conflitti e alimenta le migrazioni forzate. Inoltre, mina la capacità degli Stati e delle società di costruire istituzioni resilienti, fornire un’istruzione efficace e promuovere uno sviluppo economico sostenibile”, ha aggiunto il Papa.
Per il Papa “è essenziale un rinnovato impegno per la cooperazione multilaterale. In un mondo sempre più frammentato e multipolare, nessuno Stato può affrontare da solo le sfide globali”. “Una pace duratura e uno sviluppo umano integrale e sostenibile sono possibili – ha detto ancora Leone XIV nel suo discorso al Pam – solo attraverso la partecipazione di tutti, favorita da un autentico dialogo internazionale e da una cooperazione orientata al bene comune. Un tale approccio richiede una ferma volontà politica capace di trascendere le prospettive a breve termine e di investire nei beni pubblici globali”.
Quindi il Papa ha lanciato “un appello ai governi e ai popoli del mondo affinché rinnovino e rafforzino il loro impegno, aumentino le risorse dedicate alla lotta contro la fame e le sue cause profonde e rimuovano gli ostacoli che impediscono agli aiuti di raggiungere chi ne ha bisogno”. Il Pontefice chiede anche di “rafforzare il coinvolgimento della Chiesa e della società civile. Rafforzare insieme le capacità di tutti questi attori moltiplicherà la nostra efficacia collettiva nella lotta contro la fame”.
Per il Papa “l”attuazione efficace di questo appello richiede la riduzione della burocrazia superflua, in modo che la trasparenza e la responsabilità siano al servizio delle persone anziché ostacolare l’assistenza”.











