Storie Web mercoledì, Luglio 1

Alcuni Paesi hanno scelto una regolazione nazionale molto rigida. Altri preferiscono lasciare autonomia alle scuole. Altri ancora stanno preparando nuove leggi che entreranno in vigore nei prossimi mesi. In tutti i casi, però, il dibattito si è intensificato negli ultimi due anni, segno che il rapporto tra scuola e tecnologia è diventato una questione politica oltre che educativa.

L’Austria rappresenta probabilmente uno degli esempi più avanzati. Dal maggio 2025 è in vigore un divieto nazionale che riguarda studenti fino all’ottavo anno scolastico. I telefoni, insieme a smartwatch e altri dispositivi di comunicazione, non possono essere utilizzati durante le lezioni, negli intervalli e persino durante le attività scolastiche fuori dall’edificio. Sono previste eccezioni solo per esigenze didattiche o mediche. Chi viola le regole deve consegnare il dispositivo, che viene restituito alla fine della giornata scolastica o, nei casi più problematici, direttamente ai genitori.

Anche la Grecia ha adottato un approccio molto severo. Gli studenti possono portare il telefono a scuola, ma devono tenerlo spento nello zaino. L’utilizzo comporta la confisca immediata del dispositivo e una sospensione di un giorno. Le sanzioni diventano molto più pesanti se il telefono viene utilizzato per registrare immagini o video senza consenso o per episodi di cyberbullismo, fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’espulsione definitiva dall’istituto. In realtà il divieto esisteva già dal 2006, ma per molti anni è rimasto sostanzialmente inapplicato. La novità delle norme più recenti consiste soprattutto nell’introduzione di sanzioni precise e nella volontà di renderle effettive.

In Croazia il governo ha optato per una soluzione differenziata. Nelle scuole primarie il divieto riguarda l’intera giornata scolastica, comprese le pause e gli spazi esterni, mentre negli istituti secondari vale soltanto durante le lezioni, lasciando comunque alle scuole la possibilità di introdurre regole ancora più restrittive d’intesa con le famiglie. Anche in questo caso i telefoni possono essere portati a scuola, ma devono restare negli armadietti o negli zaini.

La Spagna segue invece una strada più decentralizzata. Non esiste una legge nazionale che vieti i telefoni cellulari, ma il governo e le comunità autonome hanno progressivamente costruito un orientamento comune. Regioni come Madrid, Galizia, Andalusia e Castiglia-La Mancia hanno introdotto restrizioni molto severe, mentre nel 2024 il Ministero dell’Istruzione ha concordato con le amministrazioni regionali una serie di raccomandazioni condivise per limitare fortemente l’utilizzo degli smartphone nelle scuole dell’obbligo.

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