Storie Web mercoledì, Giugno 10

“Abbiamo firmato il decreto di riparto delle risorse del Piano per la salute mentale da attribuire alle Regioni proprio la scorsa settimana. Il provvedimento è in questi giorni al vaglio del ministero dell’Economia e in tempi brevi sarà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento al Senato per la presentazione del Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030 ringraziando “i tecnici del ministero, gli esperti del tavolo guidati proprio dal professor Siracusano e dal professor Nicolò, che hanno lavorato in maniera molto celere al decreto e hanno consentito di poter arrivare in tempi rapidi a questo risultato”. Il piano, approvato a dicembre, ha ricordato il ministro, può contare su un finanziamento aggiuntivo rispetto alle risorse già esistenti sulla salute mentale pari a 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni di euro per il 2027, 90 milioni di euro per il 2028 e 30 milioni di euro a partire dal 2029 che saranno erogati in modo strutturale. “Di questi fondi – ha sottolineato – 30 milioni all’anno sono vincolati a regime per le spese legate al personale, perché ovviamente senza il personale è poi difficile attuare un piano strategico come questo”.

Monitoraggio e risorse non a pioggia

Per Schillaci questo decreto ha un valore aggiunto “veramente importante”: stanzia risorse non a pioggia, ma fondi vincolati al raggiungimento di obiettivi prioritari individuati dal ministero nell’ambito della prevenzione, un tema diventato centrale in chiave assistenza. “Poi c’è un sistema puntuale periodico di monitoraggio per poter per accedere alle risorse del piano e anche a quelle premiali del Fondo sanitario nazionale – ha ricordato -. Ci sono obiettivi concreti che rispondono a quelli che sono i bisogni di salute mentale più diffusi, che vanno intercettati prima che si trasformino in forme più serie di disagio psichico. Penso in particolare all’attenzione che è stata data agli screening precoci fin dal primo trimestre della gravidanza per accompagnare in tempo le donne potenzialmente a rischio di sviluppare una depressione post-partum. Penso poi alla presa in carico delle persone più giovani, degli adolescenti, che avverrà con una rete regionale integrata e completa di servizi dedicati proprio al passaggio delicato, come veniva ricordato precedentemente, dall’infanzia all’età adulta. È un periodo cruciale nella vita di ogni giovane che oggi più che mai causa disorientamento, paura, spesso anche un senso di inadeguatezza. Finora erano mancate le risposte”.

Al centro donne e ragazzi

Insomma, con il decreto attuativo, tornano al centro dell’azi0ne del ministero le donne e i ragazzi. “Abbiamo quindi risorse vincolate – ha ribato Schillaci – obiettivi comuni, cronoprogrammi, ricognizioni di fabbisogno del personale che hanno la finalità di ridurre diseguaglianze e divari territoriali, perché come ripeto sempre il diritto alla salute e quindi anche quello alla salute mentale deve essere veramente garantito a tutti, non può dipendere dal Cap di residenza o dalla capacità di reddito della singola persona”.

Entro l’estate il Piano sanitario nazionale

Il ministro della Salute ha annunciato anche l’avanzamente dei lavori sul Piano sanitario nazionale, a 20 anni di distanza dall’ultimo. “Io spero di arrivare prima dell’estate al traguardo dell’approvazione”, ha detto. Il Piano sanitario nazionale (Psn) è lo strumento di governo e di indirizzo generale del Servizio sanitario nazionale a valenza pluriennale, volto a definire gli obiettivi e le strategie per rispondere ai bisogni di salute della popolazione, in materia di prevenzione, cura e riabilitazione e di assistenza sanitaria da applicare secondo criteri di uniformità su tutto il territorio nazionale. Nonostante la legge preveda l’adozione di un Piano sanitario nazionale triennale, l’ultimo approvato risale al 2006-2008. Da allora, la programmazione è stata portata avanti tramite altri strumenti di indirizzo.

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