“Un attacco informatico a una struttura sanitaria può compromettere la continuità dell’assistenza. La violazione di una banca dati può esporre informazioni sensibili e danneggiare il lavoro scientifico. Proteggere i dati, le reti e le infrastrutture vuol dire quindi proteggere anche e soprattutto la salute”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo al convegno “Biotecnologie per la sicurezza nazionale”, organizzato a Siena dalla Fondazione Biotecnopolo. Per Schillaci “la sicurezza sanitaria è parte integrante della sicurezza nazionale, una minaccia biologica può compromettere la vita delle comunità, mettere sotto pressione gli ospedali e incidere pesantemente sull’economia”
I rischi e la prima sfida dei super batteri
Il progresso delle conoscenze biologiche offre possibilità straordinarie per la salute, ma richiede attenzione ai rischi di un loro uso improprio e adeguate capacità di prevenzione e protezione. “La ricerca biotecnologica contribuisce a costruire questi strumenti – ha spiegato ancora Schillaci -. Comprendere nuovi patogeni, riconoscere tempestivamente un rischio e sviluppare soluzioni di contrasto vuol dire rafforzare la protezione della popolazione, soprattutto dei più fragili”. Per affrontare queste sfide servono competenze, infrastrutture, sistemi di sorveglianza e relazioni scientifiche consolidate, oltre a investimenti duraturi e a una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, scienza e industria.
Tra le sfide attuali più importanti il ministro della Salute cita la resistenza antimicrobica, perché la perdita di efficacia degli antibiotici può rendere difficili le cure e compromettere la sicurezza di molte procedure mediche: “La resistenza antimicrobica richiede un impegno che attraversa i confini nazionali che coinvolge la salute umana, quella animale e l’ambiente. Desidero esprimere un particolare apprezzamento per il lavoro che il Biotecnopolo sta portando avanti qui a Siena su questa sfida. L’impegno dei ricercatori e lo sviluppo di nuovi approcci danno concretezza a una priorità che l’Italia ha contribuito a rafforzare sul piano internazionale. È un contributo importante alla sicurezza delle cure e alla protezione della salute dei cittadini”.
Macrì (Leonardo): “La sicurezza riguarda la capacità di proteggere le persone”
“La sicurezza nazionale ha oggi un perimetro molto più ampio rispetto al passato. Non riguarda solo la difesa tradizionale, ma la capacità di proteggere persone, infrastrutture, reti, servizi essenziali e patrimonio scientifico. Le minacce biologiche, digitali e ibride sono sempre più interconnesse e possono avere conseguenze profonde sull’economia e sulla società”, ha aggiunto Francesco Macrì, presidente di Leonardo spa. “Un ospedale o un laboratorio di ricerca sono anche infrastrutture digitali – ha sottolineato -. Proteggere la salute significa quindi garantire la sicurezza dei dati, delle reti e la continuità dei servizi. Supercalcolo, intelligenza artificiale e cybersecurity assumono un ruolo sempre più strategico nella capacità di prevenire e affrontare le nuove minacce”. “Leonardo può contribuire mettendo a disposizione competenze e tecnologie avanzate – ha concluso – Il dialogo avviato con la Fondazione Biotecnopolo va in questa direzione: creare connessioni tra capacità scientifiche e industriali per rafforzare la resilienza e l’autonomia tecnologica del Paese”.
Il ruolo del nuovo Biotecnopolo di Siena
Gianluca Polifrone, direttore generale della Fondazione Biotecnopolo di Siena ha spiegato bene il senso del lavoro di questo nuovo super Polo che “non è un nuovo ente di ricerca, non ne abbiamo bisogno in Italia perché c’è una rete di Irccs. Ma abbiamo un problema di frammentazione e governance che porta questa rete a non essere trasformata in valore industriale. La Fondazione vuole essere nel mondo della ricerca un crocevia e un aggregatore dell’eccellenza scientifica che il nostro Paese sa esprimere nel mondo, ma non riusciamo a trasformare in valore industriale. Vogliamo essere un ponte tra ricerca pubblica e industria. Ai Ceo delle aziende voglio dire che non siamo un nuovo carrozzone politico, ma siamo qui per avere opportunità di suggerire alla politica i colli di bottiglia che frenano la ricerca italiana”. Lo ha detto Gianluca Polifrone, direttore generale della Fondazione Biotecnopolo di Siena













