Storie Web mercoledì, Giugno 24

Con l’uscita di oggi 24 giugno, il segretario generale della Nato Mark Rutte si conferma un personaggio incline alle uscite poche caute se non a vere e proprie gaffe. Durante un’intervista a Fox News Rutte ha infatti affermato che 500 aerei statunitensi hanno utilizzato basi italiane «per supportare» l’operazione “Epic Fury”. «Si tratta di un numero enorme», ha dichiarato. «Se si guarda a tutta l’Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo», ha affermato ancora Rutte. Da qui è scoppiato un caso con la richiesta delle opposizioni al governo Meloni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Paparino a volte deve usare toni forti»

Non è la prima volta che Rutte fa parlare di sé fuori dalle dichiarazioni ufficiali. Nel giugno 2025, esattamente un anno fa, Rutte incontra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a margine del vertice dell’Alleanza Atlantica. Trump descrive come una «litigata tra ragazzi nel cortile di scuola» la guerra Israele-Iran, aggiungendo che è più facile fermarli dopo averli lasciati sfogare per un paio di minuti. «Paparino a volte deve usare toni forti», ha chiosato Rutte al termine del ragionamento di Trump. Quel poco convenzionale «Paparino» mise in luce il potenziale adulatorio di Rutte in un momento in cui il presidente Trump dava già forti segnali di insofferenza verso la Nato.

Nello stesso periodo dell’ormai celeberrimo «Paparino», Trump pubblicò un messaggio molto imbarazzante inviato da Rutte. Nel messaggio, Rutte utilizzava una forma enfatica e in maiuscolo, tipica del linguaggio “trumpiano”, per lodare il Presidente, scrivendo: «Donald, ci hai condotto a un momento davvero, davvero importante per l’America, l’Europa e il mondo».

Europa indifesa senza ombrello Usa

Nel gennaio 2026, quindi solo sei mesi fa, Rutte scatenò una forte indignazione tra i politici dell’Unione Europea quando liquidò senza mezzi termini la capacità dell’Europa di operare militarmente senza gli Stati Uniti. «Se qualcuno qui pensa… che l’Unione Europea o l’Europa nel suo complesso possano difendersi senza gli Stati Uniti, continui a sognare. Non è possibile» disse Rutte a Bruxelles di fronte ai politici dell’Unione. In quell’occasione Rutte affermò anche che senza gli Stati Uniti, l’Europa «perderebbe il garante ultimo della nostra libertà, ovvero l’ombrello nucleare statunitense. Quindi, beh, buona fortuna!».

La ricerca di una visione

Anche da primo ministro del governo olandese Rutte non era estraneo alle uscite poco ortodosse. Nel 2010, rivendicando il proprio approccio pragmatico, disse: «Se cerchi la visione, faresti meglio ad andare da un ottico». L’opposizione olandese criticò aspramente la mancanza di una visione strategica a lungo termine da parte del suo governo.

Condividere.
Exit mobile version