Le difese aeree russe hanno abbattuto nella notte 50 droni ucraini su diverse regioni della Russia. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo. “Tra le 21 ora di Mosca del 17 maggio e le 7 ora di Mosca del 18 maggio, i sistemi di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 50 velivoli senza pilota ucraini ad ala fissa”, ha indicato il ministero in una nota. Secondo il comunicato, i droni sono stati abbattuti sulle regioni di Belgorod, Voronezh, Kursk, Oryol, Rostov e Tula, sul territorio di Krasnodar, sulla Crimea e sul Mar d’Azov.
Le forze di difesa aerea russe hanno distrutto due droni che volavano verso Mosca, ha dichiarato oggi il sindaco della capitale russa Sergei Sobyanin. “Le forze di difesa aerea del ministero della Difesa hanno distrutto due droni diretti verso Mosca. Sul luogo dell’incidente sono al lavoro specialisti dei servizi di emergenza”, ha informato Sobyanin.
Attacchi russi a Odessa e Dnipropetrovsk, almeno 28 feriti
È invece di almeno 28 feriti il bilancio di nuovi attacchi russi, con missili e droni, che hanno colpito zone centrali e meridionali dell’Ucraina, passati più di quattro anni dall’avvio dell’invasione russa su vasta scala. Lo denunciano le autorità locali. A Odessa droni hanno colpito alcuni palazzi, provocando il ferimento di un bambino di 11 anni e di uomo di 59, riporta Ukrainska Pravda. Nella regione di Dnipropetrovsk, si legge ancora, si contano almeno 26 feriti- 18 dei quali a Dnipro – dopo attacchi con droni, missili e artiglieria che hanno colpito sei distretti. A Dnipro, affermano le autorità locali, sono stati danneggiati palazzi, un luogo di culto, un’università e alcuni negozi.
Media: Forze armate ucriane utilizzano mercenari di vari Paesi
Mercenari provenienti da Giappone, Irlanda, Norvegia e Paesi bassi combattono nelle file delle forze armate ucraine. Lo ha affermato Rodion Miroshnik, ambasciatore itinerante del ministero degli Esteri russo per i “crimini” del “regime di Kiev”, citato da media russi. “Riceviamo molti dati su numerose persone arrivate dall’America latina”, ha dichiarato Miroshnik. “Società di reclutamento hanno pagato il loro viaggio, firmato un contratto con loro, stabilito il contatto con l’esercito ucraino e condotto l’addestramento”. Secondo Miroshnik, il fenomeno non riguarda soltanto l’America latina. “Sono coinvolti numerosi paesi, tra cui Giappone, Irlanda, Norvegia e Paesi bassi. Ci sono anche persone dall’Africa e dall’Asia”, ha aggiunto.








